Pesaro, una voce storica si unisce alla solidarietà internazionale: Grazia Francescato con gli attivisti Malini e Sperindei contro la SLAPP Fox

di Roberto Malini

Oggi Il Comitato PESARO: NO GNL e l’avvocato Pia Perricci di Pesaro hanno ricevuto un’importante lettera di solidarietà nei confronti degli attivisti Roberto Malini e Lisetta Sperindei. Il mittente è Grazia Francescato, giornalista e attivista conosciuta a livello internazionale, già presidente del WWF Italia (1992–1998), ex deputata e Presidente dei Verdi Europei. La sua voce — limpida, coraggiosa, autorevole — si aggiunge a un coro sempre più ampio di sostegno nazionale e internazionale nei confronti di Lisetta Sperindei e Roberto Malini, citati in giudizio da Fox Petroli in un processo civile da due milioni di euro, considerato da molte organizzazioni una SLAPP: un’azione intimidatoria contro la partecipazione democratica e la libertà di espressione.

Nella sua lettera, Francescato esprime vicinanza «fin dall’inizio della vicenda Fox» e definisce la battaglia in corso a Pesaro una difesa cruciale di ambiente, salute pubblica e libertà di protesta. Pur non potendo essere presente all’udienza pubblica dell’8 gennaio al Tribunale di Pesaro, la celebre ambientalista settantanovenne afferma di voler essere «al vostro fianco» e ringrazia gli attivisti per «tenacia e consapevolezza», anche di fronte a una forma di «moderna persecuzione» che passa attraverso richieste di risarcimento e surreali e tentativi brutali di ridurre al silenzio cittadini colpevoli solo di lottare per il bene comune.

Il significato di queste parole è doppio: da un lato riconoscono la posta in gioco locale — la difesa del territorio pesarese dal progetto GNL e la richiesta di una campionatura completa del sito con carotaggi diffusi e a diverse profondità — dall’altro indicano una dimensione più vasta, ormai evidente in Europa e nel mondo: l’attivismo è sempre più spesso perseguitato, non solo con violenze e minacce, ma anche con strumenti legali usati come armi di pressione e intimidazione.

Francescato ricorda inoltre che l’Italia, non a caso, detiene un record europeo in materia di SLAPP: un dato confermato dalle organizzazioni che monitorano il fenomeno. E con la sua esperienza di oltre mezzo secolo di battaglie civili e ambientali, conclude con un messaggio di fiducia e resistenza: «questa determinazione coraggiosa quasi sempre paga», e anche in questo caso — scrive — sarà così, con il motto latino “per aspera ad astra”.

La lettera di Francescato si inserisce in una rete già ampia di solidarietà che comprende: l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, il Relatore Speciale ONU sui Difensori dei Diritti Umani, l’Unione EuropeaCASEFront Line DefendersOssigeno per l’InformazioneHub di ProtezioneArticolo 21The Good LobbyBusiness and Human Rights, oltre a numerosi attivisti e difensori dei diritti umani in tutto il mondo. Tra questi, anche Pablo Fajardo, figura simbolo dell’impegno delle comunità indigene dell’Amazzonia ecuadoriana colpite dal disastro Chevron-Texaco.

Il valore di questa solidarietà non è soltanto umano. È politico e culturale: segnala che la libertà di critica e di partecipazione non è un privilegio, ma un diritto. E che colpire chi difende il bene comune significa colpire la qualità democratica di un intero Paese.

L’8 gennaio dalle 8.45 del mattino, davanti al Tribunale di Pesaro, Malini e Sperindei incontreranno i giornalisti prima e dopo l’udienza (alle 9). Sarà un’occasione per ribadire una verità che la storia insegna con durezza: quando la parola critica viene intimidita o punita, la società intera perde una parte della propria libertà. E proprio per questo, ogni gesto di solidarietà — soprattutto se viene da figure come Grazia Francescato — diventa una risorsa collettiva: un modo concreto di difendere la democrazia, la memoria e il futuro.