Pesaro: CASE riconosce come SLAPP la causa contro l’attivista Pia Perricci

Pesaro – Si è svolta a Pesaro una conferenza stampa promossa dal Comitato “Pesaro: NO GNL”, dedicata al tema delle SLAPP e al riconoscimento ufficiale, da parte di CASE – Coalition Against SLAPPs in Europe – del procedimento avviato da Marche Multiservizi nei confronti dell’avvocata e attivista Pia Perricci, citata in giudizio per diffamazione con una richiesta risarcitoria di 150.000 euro.

Roberto Malini, del Comitato “Pesaro: NO GNL”, ha aperto l’incontro illustrando il significato di SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation), ovvero azioni giudiziarie promosse in modo strumentale per intimidire, scoraggiare o limitare la partecipazione civica e il diritto di critica su questioni di interesse pubblico.

Malini ha inoltre presentato il ruolo di CASE, rete internazionale impegnata nel contrasto alle SLAPP in Europa e nel dialogo con le istituzioni dell’Unione Europea e con organismi internazionali per la tutela della libertà di espressione e della partecipazione democratica.

Nel corso della conferenza è stato richiamato, anche sulla base dei dati diffusi da CASE e ripresi recentemente da Il Sole 24 Ore, come l’Italia risulti purtroppo tra i Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno, con 21 casi segnalati nel 2024 e un andamento analogo nel 2025.

Malini ha sottolineato come la città di Pesaro presenti un dato anomalo: con tre procedimenti di particolare rilievo (Malini, Sperindei, Perricci), essa rappresenterebbe circa il 14–15% dei casi registrati in Italia nel 2024.

Pia Perricci ha illustrato il proprio caso, evidenziando la necessità di difendere il diritto di espressione e di critica quando sono in gioco temi di evidente interesse collettivo. La citazione in giudizio promossa da Marche Multiservizi prevede una richiesta risarcitoria di 150.000 euro per diffamazione.

L’avvocato Matteo Giuliani, difensore di Pia Perricci, ha illustrato gli aspetti giuridici delle cosiddette cause temerarie, richiamando esempi e profili normativi utili a comprendere l’impatto di azioni sproporzionate sul dibattito pubblico.

Lisetta Sperindei è intervenuta descrivendo il senso di disagio e preoccupazione che un attivista colpito da una SLAPP vive, anche sul piano familiare e personale. Pur consapevole delle conseguenze, ha ribadito che rifarebbe le stesse scelte, poiché ritiene doveroso contestare progetti considerati pericolosi per la salute e chiedere trasparenza e indagini ambientali sul sito industriale.

Gli intervenuti hanno sottolineato come sia grave che, in una democrazia, strumenti giudiziari possano essere utilizzati per colpire chi partecipa al dibattito pubblico su temi ambientali, sanitari e di sicurezza.

«In questa città sta diventando sempre più difficile esprimere critiche su progetti industriali e ambientali senza temere conseguenze giudiziarie sproporzionate», hanno dichiarato. «Il recepimento della Direttiva europea anti-SLAPP non può essere rinviato: la tutela della partecipazione civica è un presidio fondamentale della democrazia».

La conferenza ha chiarito che il riconoscimento formale di CASE costituisce un elemento di rilievo pubblico e internazionale, che evidenzia la natura potenzialmente intimidatoria di questo tipo di azioni e l’impatto che esse possono produrre sulla libertà di espressione e sulla partecipazione dei cittadini.

Nella foto, da sinistra: Pia Perricci, Roberto Malini, Matteo Giuliani e Lisetta Sperindei