Giovedì 9 aprile, alle 21, Zō Centro culture contemporanee di Catania ospita il concerto del trio del chitarrista palermitano Matteo Mancuso il quale sarà affiancato da Gianluca Pellerito alla batteria e da Riccardo Oliva al basso. La data di Catania è la prima del tour italiano (l’altra data siciliana il 12 aprile al Politeama della sua Palermo) che segue quello americano (finito a febbraio), e anticipa quello europeo (che si svolgerà tra aprile e maggio), e un paio di date in Giappone, per poi ripartire giugno. Un lungo tour internazionale per presentare dal vivo il nuovo repertorio e confermare la forza di un progetto che trova nel palco la sua dimensione naturale. Con il tour globale già in corso e l’uscita a febbraio del nuovo album “Route 96” in Italia (che sarà distribuito a livello internazionale dal 24 aprile), Matteo Mancuso attraversa una fase centrale del suo percorso artistico: una traiettoria internazionale in costante crescita, capace di coniugare radici solide e uno sguardo sempre rivolto in avanti.
Mancuso, Pellerito e Oliva sono un power trio affiatato che, dopo oltre cinquanta concerti tra Stati Uniti ed Europa, si distingue per un interplay dinamico e coinvolgente. In scaletta, le nuove composizioni di “Route 96” – tra cui i singoli “Isla Feliz” e “Solar Wind” – si intrecceranno ai brani del precedente “The Journey” e a riletture di grandi chitarristi. Più che un concerto, un’esperienza sonora immersiva, in cui tecnica e sensibilità si fondono in un dialogo continuo tra i musicisti.
A febbraio è uscito in Italia il suo album “Route 96”, dove Mancuso mostra un artista maturo e lungimirante che ridefinisce il virtuosismo chitarristico moderno. «Questo album – dice – arriva nel momento giusto. Nel 2026 sarò molto impegnato in tour, ma non voglio portare sul palco i brani del primo disco. Avevo bisogno di qualcosa di nuovo e più fresco. Le idee qui sono più originali, melodicamente più forti. Penso che questo disco rappresenti molto meglio chi sono musicalmente».
Il titolo “Route 96” richiama l’anno di nascita dell’artista e la frequenza di campionamento audio a 96kHz consigliata da Steve Vai per la registrazione. «Grazie a questo album – rimarca – credo di conoscermi meglio musicalmente. Ho eliminato molte cose e questo mi ha aiutato a capire cosa amo davvero della musica che compongo e ascolto. Il primo disco nasceva mentre studiavo moltissimo. Ora studio meno, ma ascolto di più ciò che mi attrae davvero». In “Route 96” emerge una decisa evoluzione artistica, con brani più orchestrati e sviluppati frutto di un processo compositivo più strutturato rispetto al passato. «Il primo disco – spiega Mancuso – era più una jam continua finché non succedeva qualcosa; questo invece è stato molto più pianificato. I pezzi sono più complessi, con più sezioni, parti di chitarra acustica e numerosi overdub. In ogni brano ci sono tantissime chitarre, il suono è decisamente più pieno».
Al Di Meola ha detto di lui: «Un talento assoluto. Improvvisare alla chitarra come fa lui è incredibile; ci vorrebbero almeno due o tre vite, anche per un musicista esperto come me, per eguagliarlo». E Steve Vai: «Matteo è l’evoluzione della chitarra fusion, la sua tecnica mozzafiato è una meraviglia da contemplare. È la prova che lo spirito in continua evoluzione dei chitarristi è saldamente intatto».
Il 29enne Matteo Mancuso è un ex enfant prodige che si è approcciato al mondo della musica già da piccolo, grazie anche al padre Vincenzo, chitarrista e produttore ben noto nell’industria musicale, il quale è stato per il piccolo Matteo una guida all’ascolto oltre che un maestro nel primo approccio allo strumento. Con il padre, Matteo ha partecipato ai primi jazz festival siciliani a soli 11 anni; i due avrebbero poi formato un duo con un repertorio che spaziava da Django Reinhardt al jazz contemporaneo. Finita la scuola ha fondato il trio Snips con cui proponeva standard riarrangiati in chiave fusion tra cui una cover di “The Chicken”, il classico funk nella versione che fu di Jaco Pastorius, che ha raggiunto milioni di visualizzazioni sui vari social. Tra il 2017 e il 2018 con gli Snips, ha suonato, riscuotendo ampio successo, in Germania, in Corsica, e ad Umbria Jazz. Nel 2019, collaborando con Yamaha guitars, ha partecipato al Namm di Los Angeles ed al “Young Guitar Festival” di Bangkok come giudice della competizione. Lo stesso anno è andato in Russia per una serie di masterclass tra Mosca, San Pietroburgo e Perm.
Nel 2020 ha fondato un nuovo trio con Stefano India al basso e Giuseppe Bruno alla batteria, dando
spazio anche alla sua vena compositiva con brani originali. Tra il 2021 ed il 2022 è andato in tour con il suo trio in Italia ed Europa ed ha avuto il tempo di laurearsi a giugno 2022 in chitarra jazz al Conservatorio di Palermo con lode e menzione d’onore. Subito dopo ha ripreso l’attività concertistica duettando con Al di Meola all’Eddie Lang Jazz Festival in Molise. Con la PFM ha condiviso il palco al Lugano Estival Jazz tanto da essere inserito nel live album “The Event” della band milanese. Il 2023 si è aperto con una prima tournée invernale seguita da un invito del virtuoso australiano della chitarra Tommy Emmanuel a condividere il palco al Golden di Palermo.
A luglio 2023 è uscito il suo primo album solista “The Journey”, un album che incarnava il percorso musicale di un giovane musicista che assorbe, interpreta e elabora ciò che lo ha profondamente appassionato. Nello stesso anno è nato il suo attuale trio insieme con Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria: i tre nel 2024 hanno suonato 50 concerti tra Stati Uniti ed Europa. Un assaggio del suo primo grande tour internazionale che si sarebbe svolto nel 2025 con più di 30 concerti nelle fra Stati Uniti e Canada.
Biglietto: € 22, prevendita on line su https://dice.fm/event/v3g6nl-matteo-mancuso-route-96-tour-9th-apr-z-centro-culture-contemporanee-catania-tickets Informazioni al numero 095.8168912 da lunedì a venerdì, dalle ore 10 alle 13. Zō Centro culture contemporanee: piazzale Rocco Chinnici 6, Catania.
