“Palermo e il Poverello, quando la piazza diventa chiesa” di Davide Romano

Palermo ha aperto il Giubileo Francescano come si addice alle grandi occasioni che non fanno rumore ma lasciano il segno: con una folla silenziosa, compatta, sorprendentemente ordinata, raccolta tra la piazza e la Basilica di San Francesco d’Assisi. Alle 17.30, in una chiesa letteralmente colma, la Messa solenne ha dato ufficialmente avvio all’Anno Giubilare per l’VIII Centenario del transito del Poverello, ricordando a tutti che otto secoli possono passare invano, ma non quando a parlare è un santo.

Prima dell’altare, però, c’è stata la piazza. In piazza San Francesco d’Assisi i fedeli hanno ascoltato la lettera che Papa Leone XIV ha indirizzato ai Ministri Generali della Famiglia Francescana. Un testo sobrio e insieme tagliente, nel quale il Pontefice ha evocato l’immagine di Francesco che, la sera del 3 ottobre 1226, va incontro a “sorella morte” da uomo finalmente pacificato. Un’immagine che, in tempi di conflitti urlati e paci sbandierate, ha il sapore di una provocazione evangelica.

Poi il movimento, lento e corale: dalla piazza alla Basilica, recitando le Litanie Francescane. Un pellegrinaggio breve nello spazio, ma non nel significato. Quando le porte si sono aperte, la chiesa era già stracolma: segno che Palermo, quando vuole, sa ancora riconoscere il linguaggio della fede senza bisogno di spiegazioni.

«Questo Giubileo – ha detto il provinciale dei Frati Minori Conventuali, fra Salvino Pulizzotto – è un dono grande per la Chiesa e per la città. San Francesco continua a parlare al cuore degli uomini e delle donne di oggi, indicando una strada che passa dalla pace, dalla fraternità e dalla riconciliazione. Desideriamo che questo Anno Giubilare sia un tempo di grazia concreta, capace di generare conversione e speranza». Parole misurate, come si conviene a chi sa che la speranza non si proclama: si accompagna.

L’apertura del Giubileo palermitano si inserisce così nel cammino universale della Chiesa che, dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, offrirà ai fedeli la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria visitando una chiesa francescana o un luogo dedicato a San Francesco. Ma al di là delle norme e dei calendari, resta l’immagine più vera della serata: una città che, almeno per un pomeriggio, ha camminato dietro a un uomo scalzo di ottocento anni fa, scoprendo che la pace non passa mai di moda.

 

Davide Romano