Milano non dimentica le vittime dei campi di sterminio. Ogni anno, dal 2017 con la posa della prima pietra d’inciampo dedicata ad Alberto Segre, padre della senatrice a vita Liliana, deportata ad Auschwitz e sopravvissuta, la città continua a ricordare chi non fece più ritorno.
Questa sera alle ore 20, presso la Casa della Memoria, in via Confalonieri 14, durante una cerimonia pubblica aperta alla cittadinanza e alla presenza dei familiari, saranno raccontate le vite di uomini, donne, famiglie intere, consegnate alla prigionia, alle torture e alla morte perché ebrei, antifascisti, manifestanti od oppositori politici. I cubi d’ottone incastonati davanti all’ingresso delle loro case, da giovedì 22 gennaio diventeranno 21 nuove pietre d‘inciampo. Con le pietre posate nel 2026, saranno a 245 quelle collocate a Milano.
I nomi delle persone ricordate sono stati scelti tra quelli proposti dalle associazioni che compongono il Comitato per le Pietre d’Inciampo, da parenti e amici delle vittime e da singoli cittadini. Le pietre arrivano da Amsterdam e Berlino, dove sono prodotte artigianalmente dalla Fondazione Stolpersteine di Gunter Demnig, ideatore del più grande monumento diffuso in memoria delle vittime della Shoah d’Europa.
La posa è curata dal Comune di Milano e avverrà in due giornate: le prime 12 giovedì 22 gennaio in vista del Giorno della Memoria, celebrato in tutto il mondo il 27 gennaio (data dell’apertura dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz) e le altre 9 il 12 marzo, data simbolicamente vicina ai grandi scioperi del marzo 1944, durante i quali molti manifestanti furano arrestati e deportati.
Durante le cerimonie di posa saranno presenti la Presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, la Presidente del Comitato per le Pietre d’Inciampo di Milano, Alessandra Minerbi, i presidenti dei municipi coinvolti, i familiari delle vittime, i rappresentanti delle diverse associazioni partecipanti al Comitato Pietre di Inciampo.
“Le Pietre – afferma la Presidente Buscemi – sono un monumento vivo, internazionale, che unisce in una rete ideale il ricordo e la memoria di tutte quelle persone che il nazifascismo avrebbe voluto cancellare dal presente e dalla Storia. Chi vi si imbatte può essere indotto a domandarsi chi fosse quella donna, quell’uomo, quella bambina o quella famiglia, che un tempo erano i vicini di casa, gli amici, i compagni di classe dei nostri nonni, dei nostri genitori. Questo aiuta anche a comprendere, a tanti anni di distanza, come la Shoah non sia stata un unico grande terribile passaggio della Storia ma l’insieme di migliaia, anzi di milioni, di singole atrocità compiute su uomini, donne e bambini, le cui storie in molti casi sono ancora sconosciute o dimenticate”.
“Il Comitato Pietre di Inciampo – afferma la presidente Alessandra Minerbi – conferma anche quest’anno la scelta di mantenere un pari numero di pietre dedicate alla deportazione razziale e a quella politica, a ribadire che, pur nelle profonde differenze storiche e geografiche, tutte le deportazioni furono parte di un unico progetto di riorganizzazione dell’Europa in chiave etnica e politica. Il nostro lavoro di ricerca storica continua per ricostruire e raccontare le storie delle persone che non fecero ritorno dai campi di concentramento”.
Il 22 gennaio, a partire dalle 8.30 (indicativamente una ogni mezz’ora circa), saranno posate le Pietre d’Inciampo dedicate a:
Eugenio Glücksmann – via Foppa 61, Municipio 6. Nato a Barsonyos in Ungheria nel 1890 giunge a Milano nel 1938 dopo essere stato internato a Manfredonia (Foggia), Tossicia (Teramo) e Cantù (Como) dove si riunisce alla moglie Enrichetta Weiss e alla figlia Elena. Deportato a Fossoli e ad Auschwitz, dove muore.
Alfredo Pozzi – Ripa di Porta Ticinese 71, Municipio 6. Nato a Lacchiarella nel 1909, operaio della Innocenti, arrestato insieme ad altri 14 compagni di lotta all’interno della fabbrica, viene portato a San Vittore. Deportato a Mauthausen muore ad Hartheim.
Ferruccio Bolognesi – via Paolo da Cannobio (angolo via Albricci), Municipio 1. Nato a Roma nel 1889. Si trasferisce a Milano dove fa l’attore. Vive con la moglie e la figlia. Deportato a Mauthausen e ad Hartheim.
Guido Basile – via Sant’Antonio 14, Municipio 1. Nato a Palermo nel 1893, avvocato, sposa il soprano cesenate Dora De Giovanni. Arrestato all’Albergo Regina per aver difeso Tullio Colombo, commerciante ebreo. Deportato, muore a Mauthausen.
Tullio Carnevale – via Vasto 1, Municipio 1. Nato a Gallivola, in provincia di Pavia, nel 1925. Dipendente del Comune di Milano, il padre è un manovratore Atm. Arrestato per propaganda antifascista. Deportato, muore a Mauthausen.
Alfonso Montuoro – via Giuseppina Lazzaroni 12, Municipio 2. Nato a Palermo nel 1907. Laureato in legge, si trasferisce a Milano e lavora in una compagnia di assicurazioni. Attivo nella resistenza fornisce armi, munizioni e vettovaglie per i primi Gruppi di Azione Patriottica milanesi. Sua sorella, Maria Montuoro, sopravvive alla deportazione. Lo scorso marzo il Comune le ha dedicato il giardino di via dei Transiti. Lui è ucciso a Mauthausen pochi giorni dopo la Liberazione, il 30 aprile del 1945.
Anna Semmel Bogner e Tyna Semmel – via Lambro 7, Municipio 3. Madre e figlia, di origini ungheresi, arrivano in Italia nell’ottobre del 1938 cercando rifugio dal crescente antisemitismo nell’Europa dell’est. Deportate, muoiono ad Auschwitz.
Famiglia Morais-Tedeschi – viale Abruzzi 48. Carlo Morais nato a Genova nel 1901, Ida Mafalda Tedeschi, nata a Verona il 16 febbraio 1903 e i figli Graziella nata a Torino nel 1927 e Alberto, nato a Milano nel 1930. Il padre Carlo è ingegnere elettrico alla Pirelli. Con l’emanazione delle leggi razziali i bambini sono esclusi da scuola e frequentano la scuola ebraica. Tentano la fuga in Svizzera, ma sono arrestati. Deportati, muoiono tutti nei campi di sterminio. Madre e figli sono uccisi all’arrivo, il padre Carlo muore un anno dopo.
Il prossimo 12 marzo saranno posate le Pietre d’Inciampo dedicate a:
Roberto Terrevazzi – via Mambretti 5, Municipio 8. Nato a Caronno Milanese nel 1926, è un partigiano. Deportato a Gusen e Mauthausen.
Donino Bergamaschi – via Palanzone 17, Municipio 9. Nato a Linarolo, in provincia di Pavia nel 1905. Tipografo, è arrestato con l’accusa di svolgere attività comunista nella zona di Niguarda. Condannato a tre anni di confino a Ventotene, liberato e più volte arrestato, alla fine è deportato prima a Mauthausen e poi a Gusen e infine a Hartheim, dove muore.
Emilio Bassi – via Imbonati 25, Municipio 9. Nato a Gorlago, in provincia di Bergamo, nel 1907. Si trasferisce a Milano e lavora come operaio elettrotecnico, partigiano, è arrestato nel varesotto. Deportato, muore a Mauthausen.
Ermanno Sola – via Arbe 55, Municipio 2. Nato a Trieste nel 1927. Si trasferisce a Milano ed entra nel movimento partigiano. Lavoratore civile in Germania, muore a seguito di un bombardamento. La sua salma è stata traslata a Francoforte sul Meno nel Cimitero Militare Italiano.
Emanuele Giuffrida – via Sant’Erlembaldo 2, Municipio 2. Nato a Malta nel 1906. Sposato con 7 figli, dal 1941 operaio dell’Alfa Romeo, dove lavora come fucinatore di armi, in fabbrica svolge attività antifascista. È arrestato nella sua casa dai militi della Muti dopo gli scioperi del marzo del 1944. Deportato a Mauthausen, muore a Gusen.
Famiglia Sorias-Arditi – via Pacini 20, Municipio 3. Mosè Sorias, nato Cipro nel 1909, la moglie Clara Sorias Arditi, nata a Smirne nel 1915 e i figli Carmen, nata Milano nel 1939 e Giuseppe, nato a Milano nel 1941. Il padre Mosè è commerciante tessile. Per sfuggire ai bombardamenti su Milano sfollano a Serina in provincia di Bergamo. Tornati a Milano sono arrestati. La figlia Carmen non viene trovata e si salva. Padre, madre e fratello sono deportati ad Auschwitz. Il piccolo Giuseppe di appena 3 anni è ucciso all’arrivo.
Ada Vitali in Levi – via Goldoni 51, Municipio 3. Nata a Conegliano Veneto nel 1886. Sposa Ernesto Levi e con lui si trasferisce a Milano dove nascono Paola, Gustavo e Giacomo. Casalinga, quando scoppia la guerra è vedova e vive nella casa del figlio Gustavo che cerca di organizzare la fuga per la mamma. Viene arrestata vicino a Como. Deportata a Fossoli, muore a Mauthausen.
Il Giorno della Memoria diventa ogni anno occasione per una serie di eventi rivolti in particolar modo alle giovani generazioni, con percorsi di approfondimento nelle scuole, incontri organizzati in vari luoghi della città tra cui Palazzo Marino, il Giardino dei Giusti al Monte Stella, il Museo della Shoah.
Il programma già iniziato la settimana scorsa con i primi eventi prosegue, dopo gli appuntamenti di questa sera alla Casa della Memoria e alla posa delle Pietre di Inciampo, nella mattinata di venerdì 23 gennaio con una giornata particolarmente densa: al Teatro Elfo Puccini andrà in scena lo spettacolo “Árpád Weisz” a cura di GA.RI.WO., mentre all’Aeroporto di Milano Linate sarà inaugurata la mostra “Charlotte Salomon. Vita? O teatro?”, promossa da SEA, che unisce arte, memoria e spazi della quotidianità.
Martedì 27 gennaio, Giorno della Memoria, sarà scandito da numerosi momenti istituzionali e commemorativi: dalla deposizione della corona all’ex Albergo Regina, luogo simbolo della repressione nazifascista, all’inaugurazione del leggìo con le targhe dedicate agli espulsi del 1938 e 1939 al Liceo Classico Beccaria. In mattinata si svolgeranno anche l’incontro con gli studenti nella Sala Alessi di Palazzo Marino e la commemorazione al Monumento del Deportato al Parco Nord. La sera, il Conservatorio di Milano ospiterà il concerto promosso dall’Associazione Figli della Shoah e dalla Comunità ebraica.
Il programma proseguirà giovedì 29 gennaio con l’iniziativa della Comunità di Sant’Egidio al Memoriale della Shoah, alla presenza della senatrice a vita, Liliana Segre. Dal 23 gennaio al 1° marzo, il Museo del Risorgimento accoglierà l’installazione “Come vecchi marinai”, a cura della Fondazione Memoria della Deportazione, offrendo uno spazio di riflessione continua e silenziosa.
Gli ultimi appuntamenti avranno luogo nel mese di marzo: martedì 3, a Palazzo Marino si terrà l’incontro con gli studenti dedicato al viaggio della Memoria 2025 promosso da ANPI e ANED, mentre giovedì 12 avrà luogo la seconda giornata di posa delle Pietre d’Inciampo.
Tutto il programma è disponibile e in costante aggiornamento, grazie alle tante iniziative via via organizzate e segnalate dai municipi, sulla piattaforma di Milano è Memoria, nata proprio nel 2017 con il racconto degli eventi della Giorno della Memoria.
Per conoscere la storia delle pietre di inciampo di Milano e vedere la mappa vai sul sito.
