Messina scelta per alta specializzazione nel bambino con malattia di Crohn e colite ulcerosa

Messina è Centro di riferimento di alta specializzazione per l’età pediatrica per due gravi malattie, il morbo di Crohn e la colite ulcerosa: presso l’Unità Operativa di Gastroenterologia Pediatrica del Policlinico Universitario “G. Martino”, diretta dal prof. Giuseppe Magazzù, vengono seguiti il più alto numero di bambini affetti da queste patologie croniche. 

La Malattia di Crohn è una patologia infiammatoria cronica che interessa le mucose intestinali e i tessuti sottostanti: è più frequente nei paesi occidentali ed è rara se non assente nei Paesi in via di sviluppo. In Italia 150.000 persone soffrono di patologie infiammatorie intestinali, il 30/40% di Crohn e in un quarto dei casi l’esordio avviene tra i 10 e 12 anni, con un’incidenza raddoppiata negli ultimi anni. Un male impattante nello sviluppo dei giovanissimi e sulla crescita staturo-ponderale, con conseguenti problemi emotivi, comportamentali e familiari. Da qui l’idea di creare il primo portale italiano dedicato all’informazione sulla malattia nei bambini e per supportare i pazienti e famiglie con consigli, strategie e strumenti per affrontare migliorare la qualità della vita: è online www.ragazzicoraggiosi.it, sito ideato da AbbVie, patrocinato dall’associazione AMICI Onlus, e realizzato grazie al supporto scientifico del prof. Claudio Romano.

“Sia la malattia di Crohn che la Colite Ulcerosa sono un’emergenza sempre più importante nei Paesi industrializzati con un aumento di diagnosi superiore al 50% negli ultimi anni – dichiara il prof. Romano – oltre alle cause genetiche e alle migliori tecniche diagnostiche, questo incremento sembra legato a stili di vita moderni, cibi industriali, stress metropolitano, abuso di antibiotici ed eccessiva igiene. I casi di Crohn ad esordio pediatrico sono in genere più aggressivi con un maggior rischio di complicanze e necessità di interventi chirurgici, con notevoli ripercussioni per bambino e famiglia. Non è possibile guarire completamente, ma un corretto stile di vita e adeguate terapie consentono di ridurre al minimo l’impatto della patologia sulla vita quotidiana di questi ragazzi coraggiosi”.