
Una grande Mostra interamente dedicata alla Donna si inaugura il 27 settembre in Galleria de’ Fusari a Bologna: quaranta di dipinti e disegni di autori italiani e francesi dell’800 e ‘900 vengono a raccontare attraverso i volti, gli sguardi, gli atteggiamenti, i corpi, gli usi e costumi del tempo, il variegato e multiforme mondo femminile, richiamando un antico proverbio cinese secondo il quale le donne sorreggono “l’altra metà del cielo”, con la loro determinazione, il loro coraggio, la loro forza e perseveranza. Tra ritratti, nudi e scene di genere, la figura della donna è avvicinata, osservata, reinterpretata in diverse situazioni capaci di esprimere di volta in volta un suo modo d’essere e di sentire in ambientazioni e atmosfere che rimandano alla quotidianità o ad una misteriosa spiritualità, descritte minuziosamente o soltanto alluse.
A immagine dell’esposizione è stato scelto un dipinto che rappresenta un importante ritrovamento per la pittura bolognese dell’Ottocento: si tratta de La prova del vestito di Gaetano Palazzi (Bologna, 1832 – 1892), opera inedita, documentata nel famoso “album Belluzzi” del Museo del Risorgimento di Bologna, un album nel quale si conservano le fotografie originali, scattate nel XIX secolo, di dipinti oggi in grandissima parte irreperibili. Insieme a questo verranno esposti anche altri quadri riprodotti nell’album scoperti e pubblicati per la prima volta nel catalogo della mostra “Anche Bologna!” (Galleria de’ Fusari, 21 marzo – 30 giugno 2024).
Dallo spaccato sulla borghesia bolognese della seconda metà dell’800 offerto da Palazzi si passa allora all’ironico Colla sol messa non si campa di Leopoldo Bersani (Bologna, 1848 – Montevideo, 1903) dove un prete, pur di arrotondare le sue entrate, si presta a far da dentista ad una donna la cui espressione ogni osservatore potrà interpretare a suo modo. Più teatrale appare La lettura della Bibbia di Luigi Serra (Bologna, 1846 – 1888) dove una donna bruna, dal sontuoso abito cinquecentesco verde e bianco, si appoggia al cuscino cremisi di un prezioso inginocchiatoio; ad attrarre l’occhio di chi guarda la descrizione attenta dei mobili intarsiati, la geometria del pavimento, la raffinata tappezzeria marezzata. Di Carlo Legnani (Piumazzo, 1852 – Bologna, 1938), grande pastellista, viene proposta nella sua cornice originale ottocentesca La filatrice in cui una donna è raffigurata con fuso e conocchia in un momento di riposo, come se fosse stata distolta dal suo lavoro da un ipotetico interlocutore al quale pare rivolgersi al di fuori del quadro.
Il ritratto di Donna in abito lilla di Pelagio Palagi (Bologna, 1775 – Torino, 1860) presenta un volto molto particolare e molto intrigante, con lo sguardo rivolto altrove, fronte corrucciata e bocca leggermente socchiusa mentre il Ritratto di donna con il suo cane di Roberto Franzoni (Bologna, 1882 – 1960) nella sua leggiadra eleganza appare quale eccellente prova del grande maestro del Liberty bolognese.
Nel gruppo dei nudi femminili la Puerpera di Augusto Alberici (Roma, 1846 – 1922) pittore e antiquario, offre allo spettatore un’immagine femminile esaltata nella sua dimensione materna laddove il Nudo frontale a figura intera su fondo nero di Filadelfo Simi (Levigliani, 1849 – Firenze, 1923) fa emergere potentemente l’espressività plastica del corpo della protagonista. Il grande olio di Donna nuda inginocchiata opera eseguita nel 1930 da T. Otis, dotato artista francese ancora da approfondire, seduce per il gioco di luci e colori che fa emergere il corpo femminile dall’oscurità, oltre che per il bellissimo il volto della modella.
Da segnalare anche l’opera più recente presente in mostra ispirata da un grande marchio della moda, intitolata Il cappotto rosso di Gianluca Capaldo, artista formatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, capace di rinnovare la tradizione pittorica ottocentesca in chiave contemporanea.