Il tema della Libertà religiosa è fondamentale per la pacifica convivenza della società, per la dignità e la libertà della persona umana. La libertà religiosa e collegata alla pace, che non significa soltanto assenza di contrasti e di guerre, ma è frutto e opera di giustizia e perciò richiede il rispetto dei diritti e il compimento dei doveri propri di ogni uomo. Alla fine dell’estate scorsa Alleanza Cattolica a Piacenza, ha celebrato un convegno proprio su “Libertà religiosa. Storia e problemi di un principio della dottrina sociale della Chiesa”, nell’occasione è stata presentata una raccolta di testi di Giovanni Cantoni, “Scritti sulla libertà e sulla religione” (2025; pag.214; e.20)…
Il testo è nato per offrire una corretta interpretazione del documento del Concilio Vaticano II, “Dignitatis humanae”, del 1965, testo contestato in particolare dall’area tradizionalista lefebvriana perché accusato di promuovere l’indifferentismo religioso. Mentre per quanto riguarda l’area opposta, quella progressista, lo ha esaltato perché finalmente, aveva liberato la Chiesa dallo stigma costantiniano. Cantoni è stato un profondo conoscitore della Dottrina sociale della Chiesa e dei documenti del Magistero cattolico, ad essi ha sempre fatto riferimento per il suo apostolato culturale, svolto attraverso l’associazione laicale Alleanza Cattolica, da lui fondata. Cantoni possiamo considerarlo uno degli ultimi esponenti di rilievo della scuola cattolica contro-rivoluzionaria novecentesca.
Nella sua battaglia delle idee si è sempre misurato con le tematiche delle libertà e la trasmissione del credo religioso. Al tema della libertà religiosa lo spingeva lo studio della Dottrina sociale della Chiesa a partire da Papa Leone XIII e il dramma della negazione della religione nei regimi atei dei Paesi comunisti, enormi tragedie del cosiddetto “secolo breve” o “secolo del male”, il Novecento. In particolare, nel testo viene approfondita la questione nata dopo la pubblicazione del documento conciliare, “Dignitatis Humanae”, nonostante non fosse mutato nulla nell’insegnamento della Chiesa, nemmeno quello sul rapporto della religione con lo Stato, il documento, “aveva fatto pensare ad una svolta dogmatica, cioè che la Chiesa avesse ‘finalmente’ accettato il pluralismo dei credi, sdoganando quell’indifferentismo da sempre condannato dai Papi e dai Concili”.
Cantoni in linea con la Dignitatis Humanae rileva come una visione della libertà sganciata dalla verità abbia portato alcuni Stati al fondamentalismo religioso, accade nei Paesi islamici che impongono la sharia, la legge coranica, oppure nella Federazione Russa di Vladimir Putin, dove il favore per la religione ortodossa è tale che non c’è spazio per altre religioni. Mentre negli Stati occidentali, si impone come modello il laicismo, con l’esempio più eclatante dell’introduzione del “diritto di aborto” nella Costituzione francese nel 2024. Non si tratta della classica persecuzione religiosa di tipo comunista, ancora pratica in Cina o in Corea del Nord, ma di mettere da parte le convinzioni religiose nella partecipazione alla vita pubblica.
La lettura fuorviante della Dichiarazione aveva scatenato nel mondo ecclesiale un vivace dibattito tra conservatori e progressisti, “nel quale spesso i primi, con una lettura diametralmente opposta a quella degli avversari ma altrettanto radicale, si erano arroccati su posizioni indifendibili, confondendo il problema della vera religione con il problema del diritto di praticare una religione”. Questa confusione dell’interpretazione dei documenti conciliari è stata chiarita da Benedetto XVI, quando ha detto vi è il Concilio dei media e l’interpretazione che ne hanno dato e che hanno in qualche modo imposto all’opinione pubblica. A questo proposito, scrive Marco Invernizzi, “la distorta interpretazione della libertà religiosa per diversi anni è stata un’arma nelle mani di chi ha cercato di ridurre la Chiesa a un’agenzia di soccorso simile alla Croce Rossa o a una ONG, una Organizzazione Non Governativa, senza verità, cioè senz’anima” (Il percorso di Giovanni Cantoni, settembre-ottobre 2025, n.435, Cristianità). Tutto questo ha ingannato molti cattolici che in tanti hanno addirittura rifiutato di leggere i documenti del Magistero che contestavano. “Giovanni Cantoni, invece, ha percorso un altro itinerario. Ha scelto di studiare i documenti del Concilio Vaticano II, di accogliere il manus docendi della Chiesa e di trasmettere l’insegnamento”. E’ quello che viene proposto in questo libro pubblicato dalle edizioni Cristianità, curato da Oscar Sanguinetti.
DOMENICO BONVEGNA
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