La recensione di una lettrice: Ultimo di trentamila la storia di un uomo “nato con la divisa”

Ultimo di trentamila è la storia di un uomo “nato con la divisa”, che fin da bambino sognava di sconfiggere i cattivi e salito agli onori della cronaca per l’arresto di Totó Riina. 

A un tratto, la vita di Giacomo Sereni, questo il suo nome, cambia radicalmente. Distrutto per l’improvvisa morte della moglie Grazia, deluso da quello Stato che aveva servito fedelmente e ferito nella sua identità, entra in crisi e fugge. Fugge e sparisce, letteralmente. Si confonde tra gli invisibili e diventa lui stesso un invisibile.

“Chi vive per strada, spesso sceglie il disagio di una vita scomoda per venir fuori da storie ed esperienze ancora più devastanti”.

Impara le regole per sopravvivere alla strada, ai pericoli, alla fame, agli inverni gelidi. Ed un giorno si imbatte in Don Paolo, un prete che dedica la sua vita ad aiutare gli “Ultimi”.

“I clochards non sono solo un ventre da riempire e una schiena da coprire. Più che di pane, hanno bisogno di relazioni umane”.

La scrittura fluida, scorrevole, che caratterizza la penna di Roberto Gugliotta, rende la lettura molto piacevole.

Il romanzo si legge tutto d’un fiato.

Ho acquistato il libro, son tornata a casa, ho iniziato a leggerlo e non son riuscita a posarlo finché non l’ho finito.

La storia cattura l’attenzione del lettore che rimane incollato al romanzo, capitolo dopo capitolo, fino alla sua conclusione.

Mi ha colpita l’abilità nel descrivere personaggi e situazioni, sembra di vederli, ed anche la spiccata sensibilità dell’autore che emerge in alcuni passi.

Gugliotta racconta in modo realistico e intimistico le sfide e il percorso introspettivo di Giacomo Sereni con esperta capacità narrativa.

Questo romanzo è stato un ottimo acquisto e, avendo già letto in passato altri libri dell’autore, non ne avevo dubbi.

Un libro da regalarsi e da regalare.

 

Nadia M. 

lettrice