Il graphic novel ambientalista di Don Backy “Colpo di Genio” inviato al ministro Pichetto Fratin con un appello a difesa del territorio e della salute

Un dialogo civile fra autore, editore e istituzioni per difendere prati, crinali, litorali, parchi e futuro delle nuove generazioni

Pesaro — Lavinia Dickinson Edizioni – piccola e dinamica casa editrice con sede a Pesaro, fondata 15 anni fa da intellettuali e artisti impegnati nella difesa dei diritti umani e dell’ambiente – ha inviato al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin due copie di Colpo di Genio, il graphic novel ambientalista di Don Backy, una in versione cartacea e una nella recente versione audiolibro pubblicata da LibriVivi, con l’interpretazione di Gino La Monica.

Il gesto dell’editore non ha solo il valore di un omaggio istituzionale. È un invito al dialogo, alla responsabilità e all’ascolto. Da tre lustri Lavinia Dickinson Edizioni valorizza poeti, scrittori, artisti e testimoni impegnati nella difesa dei diritti umani e dell’ambiente, usando la parola, il segno, il colore e ora anche la musica per denunciare abusi, violazioni e minacce ai territori. In questo percorso rientrano autori-attivisti come Roberto Malini, Alatishe Kolawole, Steed Gamero, Elisa Brigida, Antonella Rizzo, Daniela Malini e i 100.000 Poeti per il Cambiamento, figure che uniscono creazione artistica, impegno civile e difesa del pianeta.

Con Colpo di Genio, Don Backy, al secolo Aldo Caponi, conosciuto dal grande pubblico per canzoni entrate nella storia della musica italiana come L’immensità, Poesia e Casa bianca, offre un’opera sorprendentemente attuale. Scritta nei primi anni Settanta, anticipa molti temi che sarebbero poi diventati centrali nel fumetto, nella letteratura, nel cinema e nella riflessione ecologista contemporanea.

Il cuore dell’opera è la difesa dell’ambiente, rappresentato simbolicamente da un Prato, luogo semplice e fragile, ma anche emblema di vita, equilibrio, bellezza e futuro. Attorno a quel prato si consuma il conflitto fra comunità e poteri, fra natura e progetti industriali inquinanti, fra salute pubblica e interessi opachi. Nel racconto emergono anche altri temi civili, dalla tossicodipendenza al bullismo, dalla corruzione alla cattiva politica, mostrando come la crisi ambientale non sia mai separata dalla crisi morale e sociale.

«Serve un colpo di genio per uscire dal tunnel climatico-energetico in cui ci siamo cacciati e riprendere la via della vera sostenibilità, senza rinunciare alle nostre valli, ai nostri crinali, ai nostri litorali e ai nostri parchi», afferma Don Backy. «Servono unione, consapevolezza e impegno di tutti, perché salvare un prato significa salvare un momento in più del nostro futuro e soprattutto di quello delle nuove generazioni, che guardano a noi con speranza, mentre noi, al contrario, consumiamo le risorse del pianeta in superficie e in profondità, preparando un mondo arido e ben triste per loro».

L’invio dell’opera al Ministro Pichetto Fratin assume dunque il significato di una richiesta civile: vigilare sui territori, sulle aree naturali, sugli spazi verdi urbani, sui parchi, sui litorali e sui crinali troppo spesso esposti a interventi invasivi, impianti rischiosi o scelte energetiche presentate come inevitabili, ma non sempre compatibili con la salute, la sicurezza e il diritto delle comunità a partecipare alle decisioni che le riguardano.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica svolge infatti un ruolo decisivo nella tutela del territorio, della risorsa idrica, degli ecosistemi terrestri e marini, nella bonifica delle aree contaminate, nella riduzione dell’inquinamento e delle emissioni climalteranti, nonché nella promozione delle energie rinnovabili, dell’economia circolare, della mobilità sostenibile e dell’educazione ambientale. In questo quadro, il confronto fra istituzioni, cultura e cittadinanza non è accessorio, ma necessario.

La recente riforma costituzionale che ha inserito esplicitamente la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della Repubblica, anche nell’interesse delle future generazioni, rende ancora più urgente una nuova alleanza fra arte, politica e responsabilità pubblica. Colpo di Genio si colloca esattamente in questo spazio: non come opera nostalgica, ma come racconto profetico, capace di parlare al presente con la forza dell’immaginazione.

Il graphic novel ha già ottenuto attenzione nazionale. Il 26 dicembre, durante la trasmissione Storie Italiane su Rai1, Eleonora Daniele ha presentato il progetto, con Don Backy ospite in studio. L’opera, pubblicata da Lavinia Dickinson Edizioni con prefazione di Roberto Malini, unisce narrazione, disegno e musica. Diciassette canzoni sono accessibili direttamente dal volume tramite QR code, trasformando la lettura in un’esperienza immersiva, dove le immagini diventano partitura, la musica diventa racconto e il racconto diventa coscienza.

Oggi questo percorso si amplia con la versione audiolibro, che restituisce voce e ritmo all’opera, permettendo a un pubblico ancora più vasto di incontrare il messaggio ecologista e civile di Don Backy. La pubblicazione sonora rappresenta un nuovo passaggio nella vita di Colpo di Genio, che sta diventando anche un musical, con la regia di Alfonso Gemito, mentre è in preparazione il progetto di una serie televisiva destinata a una rete nazionale, ideata da Alfonso Gemito e Roberto Malini per dare al messaggio dell’opera la platea più ampia possibile.

Per Lavinia Dickinson Edizioni, il libro, l’audiolibro, il musical e il progetto televisivo sono parti di un’unica traiettoria culturale: trasformare un’opera artistica in un’occasione di consapevolezza collettiva. Perché l’ambiente non si difende soltanto nei tribunali, negli uffici tecnici o nei procedimenti amministrativi. Si difende anche nell’immaginario, nella scuola, nei teatri, nelle librerie, nelle case, nelle coscienze.

Colpo di Genio ricorda che la sostenibilità non può essere ridotta a formula burocratica o a slogan. È una scelta quotidiana, politica e poetica insieme. È la capacità di riconoscere che un prato non è mai “solo” un prato, ma un frammento di mondo, una promessa di vita, un bene comune che appartiene anche a chi verrà dopo di noi.

Lavinia Dickinson Edizioni