Poesia, filosofia e memoria del volto nascosto…
Il Premio Letterario Kerasion 2026, uno degli appuntamenti più attesi della rassegna “Letture nel Borgo” di San Pietro Apostolo (CZ), ha visto tra i suoi protagonisti Francesco Tigani con la silloge Hester Panim (Transeuropa, 2025), che si è aggiudicata il primo premio.
La cerimonia di premiazione si è svolta nella suggestiva cornice di Piazza Roma, alla presenza di un pubblico numeroso e partecipe, nell’ambito di una manifestazione che negli anni ha trasformato il piccolo centro della Presila catanzarese in un luogo di incontro tra libri, memoria, cultura e impegno civile. Il Premio, giunto alla settima edizione, è promosso dal Comune di San Pietro Apostolo guidato dal sindaco Raffaele De Santis, con il supporto del vicesindaco Maurizio Tomaino e dell’assessore alla Cultura Giuseppe Sirianni, e nel 2026 è stato nuovamente selezionato dal Salone Internazionale del Libro di Torino per il progetto “Luci sui festival”. A valutare le opere una giuria di qualità presieduta dal giornalista Vinicio Leonetti, con Miriam Rocca direttrice artistica e Simona Dalla Chiesa responsabile del Premio speciale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
A Francesco Tigani – filosofo, saggista e scrittore messinese, autore di una trentina di libri fra testi storici, filosofici e letterari – è stato quindi assegnato il massimo riconoscimento della kermesse nella sezione poesia. Raggiunto telefonicamente, Tigani ha così illustrato il suo lavoro: «La poesia non è solo un genere letterario, è una modalità ontologica: esprime lo stare al mondo di una parola, che acquisisce un “senso” al di là del significato ordinario che le è stato attribuito per convenzione. E questa parola è identificativa di una personalità, di una soggettività. Per questo nella premessa che ho anteposto alla silloge definisco la mia poesia come “lacunare”: perché la parola si fa lacuna abitata, feritoia di senso. Nella trama del linguaggio poetico vengono comprese e riconosciute entità scomode, scandalose o ineffabili. E tali entità convivono strettamente con il vissuto quotidiano, con il linguaggio effimero che etichetta ogni cosa senza annunciarla. L’annuncio, infatti, è quello poetico, che si sposa naturalmente con l’annuncio mistico. Logofania e ierofania vanno di pari passo e sono spesso introdotte dalla parola non detta ma ritenuta: la parola che è suono impercettibile e silenzio. Ciò spiega come mai la parola poetica non sia parola comune, comprensibile a tutti. Gli uomini tendono a riportare sul piano delle banalità quotidiane le principali occasioni rivelatrici della loro vita, perché l’irruzione del sacro e dell’assoluto (l’Amore, la Verità, il Nulla) sono insostenibili per chi percorre la linea orizzontale e disconosce quella verticale o diagonale. Hester Panim rappresenta dunque l’altra faccia della realtà, che nella maggioranza dei casi rientra fra le cose nascoste fin dalla fondazione del tempo».
Pubblicato da Transeuropa nella collana Nuova Poetica, Hester Panim – in ebraico “volto nascosto” – richiama nel titolo un termine teologico che indica l’occultamento della Divina Provvidenza. Qui la scrittura poetica di Tigani si mostra densa di immagini, simboli e allusioni mistico-religiose, e si muove tra lo spirituale e il concreto, il filosofico e il quotidiano, evocando la tradizione sapienziale (dalla Tabula smaragdina alla Qabbalah) per restituire uno sguardo attento sul frammento e sul vuoto che ci circonda.
Per l’autore, che nella sua ricerca ha esplorato il nichilismo, lo gnosticismo, l’utopia e il pensiero tragico, Hester Panim rappresenta una sintesi poetica di un percorso intimistico: non una poesia consolatoria, ma una interrogazione radicale sul nascondimento, sull’assenza che è forma di presenza, sul volto che si ritrae per lasciare spazio alla libertà umana – tema centrale anche nella teologia post-Shoah.
Quindi il Premio Kerasion – nella sua forma elegante di bassorilievo aureo realizzato a mano dal maestro orafo Francesco Gallo – rende conto di questa versatilità di spunti e conferma la sua vocazione di portare la cultura fuori dai grandi circuiti, rendendola protagonista nelle realtà locali: una vocazione che ha saputo premiare una scrittura colta, esigente, capace di unire rigore filosofico e intensità lirica e di parlare, in tal modo, tanto a un borgo calabrese quanto al dibattito nazionale.
Con questo riconoscimento, Francesco Tigani aggiunge un tassello importante a un percorso già ricco, portando la poesia messinese sul palco di uno dei festival letterari più vitali del Sud Italia.
