Dal 22 gennaio Elena Bucci in Nella lingua e nella spada | Teatro Torlonia

Dal 22 al 25 gennaio va in scena al Teatro Torlonia Nella lingua e nella spada, progetto di musica e teatro ispirato alle vite e alle opere di Oriana Fallaci e Aléxandros Panagulis. Un melologo contemporaneo che affida alla parola detta, al suono e alla luce il compito di attraversare una storia privata e politica insieme, senza mediazioni celebrative.

L’elaborazione drammaturgica, la regia e l’interpretazione sono di Elena Bucci; le musiche, in playback, di Luigi Ceccarelli, con registrazioni di Michele Rabbia e Paolo Ravaglia. Il disegno luci è di Loredana Oddone, la cura e regia del suono di Raffaele Bassetti. La scena, essenziale e mobile, diventa spazio mentale: prigione, città, mare, memoria.

Nella lingua e nella spada non ricostruisce un’epoca: ne assume il rischio. Interroga il rapporto tra scrittura e potere, tra libertà e solitudine, tra resistenza e forma. La parola, qui, non consola né spiega: resta. Incide.

Lo spettacolo è una produzione Le belle bandiere, Centro Teatrale Bresciano, Ravenna Festival, Campania Teatro Festival, TPE Teatro Piemonte Europa, con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Russi; produzione musicale Edison Studio

Questo melologo di più anime si ispira alla storia del poeta e rivoluzionario greco Alekos Panagulis e della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci: si incontrano per un’intervista che resterà nella storia proprio il giorno in cui Alekos, incarcerato per un attentato al dittatore Papadopoulos, condannato a morte e poi graziato, viene liberato grazie ad un forte movimento internazionale. Restano allacciati, fra discussioni, lotte per la libertà, allegria, solitudini e speranze, fino alla morte di lui per un misterioso incidente, nel 1976.

Alekos trova nella poesia una cura per resistere alla violenza della tirannia e del carcere; Oriana fa del suo lutto un libro. Irriducibili, spesso isolati e solitari, mai vinti nella vitalità e nell’energia, trasformano il dolore in scrittura, memoria di tutti, un tesoro al quale attingere quando manca il coraggio.

Quando, dopo la maturità, partii per un viaggio in Grecia, portai con me il libro dove Oriana Fallaci racconta dell’incrocio del suo destino con quello di Alekos Panagulis.

Persa in quella terra polverosa e profumata, fra templi, paesaggi marini e città caotiche e nere, ritrovavo le vite di Oriana e Alekos, in lotta contro il conformismo e le bugie, irriducibili, ostili per natura e disciplina al potere e alla tirannia. Si narrava di amore e di lotta, della solitudine degli eroi e della loro forza poetica, dell’allegria e della disperazione degli spiriti liberi. Ora capisco meglio quanto sia anche una vigorosa celebrazione del lutto attraverso la scrittura, una testimonianza che resiste all’oblio.

“La politica è un dovere, la poesia un bisogno. E’ un urlo che non si può soffocare, l’ansia di un istante che non si può dimenticare. Allora cerchi carta e matita per fermarlo.” Scrive Alekos nel carcere, su qualsiasi cosa trovi, per non perdersi.

Anche per Alekos la scrittura è medicina che salva quando il mondo sembra impazzito. E’ un’arma e uno scudo. Da essa trae la forza di ridere dei propri aguzzini, di prenderli in giro, di sopportare la solitudine della sua ricerca di libertà e verità.  Mi pare di trovarvi anche il sollievo per non essere diventato un assassino, quando la sua ribellione alla tirannia non gli porgeva altra soluzione che l’attentato, proprio lui che non sapeva vendicarsi nemmeno dei suoi aggressori. I suoi libri con la prefazione di Pasolini sono ormai introvabili. Sembrano passati secoli, ma le domande sono vive. Resiste anche la volontà gioiosa di resistere alla violenza e alla paura con la pratica del pensiero, dell’arte, della scrittura.

Mi affido all’intuito drammaturgico e alla sensibilità del compositore Luigi Ceccarelli, al talento dei musicisti Michele Rabbia e Paolo Ravaglia e alla sapiente e partecipe regia del suono di Raffaele Bassetti. La musica crea uno spazio tempo sospeso dove posso immergermi in altre esistenze, storie, luoghi e sfrangiare i limiti della mia identità. In un continuo scambio tra appunti, improvvisazione e riscritture, la drammaturgia si innesta sulle comuni radici di musica e teatro. Le luci di Loredana Oddone disegnano nello spazio quasi vuoto una piccola prigione che può diventare Atene, Firenze, il mare, la spiaggia, un’anima, l’infinito.

Non uso le parole di Oriana Fallaci, non strappo brani da un libro perfetto, ma provo a raccontare con parole mie di lei e di lui, di quell’epoca, dell’entusiasmo per alcuni artisti – eroi? – che vissero l’orrore della dittatura senza piegarsi, cantando: nella lingua e nella carta è la loro spada. Grazie a loro allargo il mio sguardo di fortunata nata in tempo di pace fino al limite del buio che si avvicina.

 

Dal 22 al 25 gennaioTeatro Torlonia

 

NELLA LINGUA E NELLA SPADA

un progetto di musica e teatro ispirato alle vite e alle opere di Oriana Fallaci e di Aléxandros Panagulis

 

elaborazione drammaturgica, regia e interpretazione Elena Bucci

musica in playback di Luigi Ceccarelli

con registrazioni di Michele Rabbia e Paolo Ravaglia

disegno luci Loredana Oddone

cura e regia del suono Raffaele Bassetti

assistente all’allestimento Nicoletta Fabbri

scene Elena Bucci, Loredana Oddone

costumi Elena Bucci, Marta Benini e Manuela Monti

foto Luca Concas, Salvatore Pastore, Patrizia Piccino

documentazione video Stefano Bisulli

si ringrazia il Teatro Comunale di Russi per l’ospitalità

produzione Le belle bandiere, Centro Teatrale Bresciano, Ravenna Festival, Campania Teatro Festival, TPE Teatro Piemonte Europa

con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Russi

produzione musicale Edison Studio

 

TEATRO TORLONIA

l Teatro Torlonia si trova in via Lazzaro Spallanzani 1A, 00161, Roma. 

22, 23, 24 GENNAIO ORRE 20.00 – 25 GENNAIO ORE 18.00