Dagli abissi del mare allo spazio profondo: Catania racconta il futuro della fisica dei neutrini

CATANIA – La Sicilia protagonista mondiale della ricerca scientifica. Lunedì 23 febbraio – a partire dalle 9.30 – al Monastero dei Benedettini, si svolgerà la giornata conclusiva del progetto KM3NeT4RR – Kilometer Cube Neutrino Telescope for Recovery and Resilience, iniziativa di ricerca finanziata con fondi del PNRR (Missione 4 – Istruzione e Ricerca) e parte integrante di una delle più grandi infrastrutture scientifiche europee dedicate allo studio dell’universo attraverso i neutrini.

Promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e realizzato con otto partner italiani – Unict, INAF, UniVanvitelli, UniSA, UniNA, UniSapienza, UniGE e PoliBA – il progetto ha portato all’ampliamento dei laboratori e del sito di Capo Passero, al largo delle coste siciliane, dove sorge il rivelatore sottomarino ARCA (Astroparticle Research with Cosmics in the Abyss), parte del telescopio profondo KM3NeT. L’infrastruttura KM3NeT è considerata prioritaria nelle roadmap scientifiche europee, si sviluppa sul fondale del Mar Mediterraneo per catturare i neutrini cosmici, particelle elusive provenienti da eventi cataclismatici nel cosmo. La Sicilia diventa così un ponte tra il profondo mare e le stelle, tra l’osservazione dell’universo e l’avanguardia tecnologica, grazie a una rete di sensori e moduli ottici profondamente integrati con la ricerca internazionale .

L’evento riunirà scienziati, istituzioni e stakeholder per presentare i principali risultati delle attività svolte negli ultimi anni e discutere le prospettive della ricerca multimessaggera e delle tecnologie sviluppate grazie a KM3NeT4RR. I contributi sottolineeranno il valore dell’interdisciplinarità: dalla fisica delle particelle all’ingegneria, dall’analisi dei dati all’impatto socio-economico sul territorio siciliano. «È un orgoglio per tutta la comunità scientifica italiana e siciliana – ha commenta Giacomo Cuttone, principal investigator – vedere come un progetto di questa portata possa coniugare eccellenza scientifica e valore territoriale, aprendo nuove strade per la conoscenza e per l’innovazione».