Asilo e “Paesi sicuri”, la Commissione europea risponde a EveryOne Group

La Commissione europea ha risposto a Roberto Malini, copresidente di EveryOne Group, dopo l’appello inviato dall’organizzazione sulle nuove norme in materia di asilo e sulla definizione dei cosiddetti “Paesi sicuri”. La risposta, articolata tra elementi personalizzati e contenuti standard, offre un chiarimento rilevante sul piano giuridico: la valutazione finale resta affidata ai giudici nazionali, come stabilito dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Il passaggio relativo al ruolo delle autorità giudiziarie — che possono valutare caso per caso la reale sicurezza di un Paese e le condizioni individuali dei richiedenti — rappresenta la parte più direttamente connessa alle osservazioni sollevate da EveryOne Group. Accanto a questo, la Commissione, tramite il servizio Europe Direct, ha inviato anche una comunicazione di carattere generale, con informazioni e link sulle politiche europee in materia di migrazione e asilo, secondo una prassi standard di risposta ai cittadini.

Il contesto resta complesso. Il Parlamento europeo ha infatti approvato modifiche volte ad accelerare le procedure di esame delle domande di protezione internazionale, introducendo una lista di Paesi considerati sicuri — tra cui Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia. Una scelta che, secondo EveryOne Group, rischia di non tenere adeguatamente conto delle criticità documentate da organizzazioni per i diritti umani, come restrizioni alle libertà fondamentali, discriminazioni e debolezze dello stato di diritto.

L’associazione sottolinea come l’efficienza non debba tradursi in una riduzione delle garanzie sostanziali: la presunzione di sicurezza, unita a tempi più rapidi, potrebbe incidere negativamente sulla possibilità di un esame approfondito, soprattutto per le persone più vulnerabili. La risposta della Commissione, pur mantenendo un profilo istituzionale, conferma dunque un punto essenziale: il sistema europeo di asilo continua a fondarsi sul principio della valutazione individuale e sul ruolo centrale della giurisdizione nazionale. Un equilibrio delicato, su cui il dialogo tra istituzioni e società civile è destinato a proseguire.