“A GIULIA DI BAROLO”, IL PRIMO MONUMENTO DEDICATO A UNA DONNA DELLA STORIA TORINESE


Tre giorni di festa, dal 17 al 19 gennaio, con iniziative culturali, spettacoli e visite guidate tra Palazzo Barolo e il Distretto sociale Barolo per la nuova scultura posizionata sulla facciata della storica residenza, all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane. 
Voluto dall’Opera Barolo per la sua fondatrice e patrocinato da Città di Torino e Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, il monumento è stato realizzato con il sostegno della famiglia Abbona, titolare dell’azienda vitivinicola “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo” e il Gruppo Iren ne ha curato l’illuminazione.

Realizzato da Gabriele Garbolino Rù con la curatela artistica di Enrico Zanellati, il monumento è una scultura in bronzo in cui sono raffigurate due donne, Giulia di Barolo e una carcerata che lei tiene tra le braccia. L’autore dell’opera, docente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino – ha potuto studiare i ritratti custoditi a Palazzo Barolo, lasciandosi inoltre guidare dalle “Memorie sulle carceri” scritte in prima persona dalla marchesa e realizzando una reinterpretazione contemporanea della sua figura, in dialogo con la maestosa facciata del Palazzo che sostiene la scultura.
Giulia di Barolo (1786-1864) fu instancabile nel suo servizio alle detenute e, insieme al marito Carlo Tancredi, fondò il Distretto Sociale Barolo, come primo luogo di accoglienza per le donne uscite dal carcere, e tante altre realtà di servizio sociale ed educativo, che l’Opera Barolo ha tutt’oggi il compito mantenere vive. Venerabili dal 2015 lei e dal 2018 lui, per Giulia e Carlo Tancredi è in atto il processo di beatificazione.
Tre giornate di eventi tra Palazzo Barolo e il Distretto Sociale

Con la collocazione della scultura prende il via un lungo week-end con iniziative culturali, spettacoli musicali, visite guidate a Palazzo Barolo, la seicentesca dimora nobiliare torinese dei marchesi con le sue opere d’arte e sale dove soggiornarono personaggi celebri del Risorgimento italiano, come Silvio Pellico, e che oggi ospita anche il MUSLI, Museo della Scuola e Pop-App Museum. In quei giorni è inoltre visitabile il Distretto Sociale Barolo, complesso storico e oggi sede di diverse associazioni di volontariato che, quotidianamente, offrono servizi di assistenza e beni di prima necessità a persone e famiglie, molte delle quali povere, fragili e in condizioni vicine alla marginalità sociale. La tre giorni di festa, si apre sabato 17 gennaio con le visite guidate “Sulle orme di Giulia …” e lo spettacolo di Palazzo Barolo con la Società di Danza Torinese e i rievocatori dell’associazione “Le vie del tempo”. Prosegue domenica con le attività musicale per famiglie con bambine di “Crescendo in Sol”, le attività per bambini e ragazzi proposte dal MUSLI Museo della Scuola e Pop-App Museum e con le visite guidate. Conclusione lunedì 19 gennaio con, in mattinata alla Chiesa di Santa Giulia, la celebrazione eucaristica in suffragio della marchesa e, nel pomeriggio, a Palazzo Barolo con il concerto “Sulle note di Giulia”. (nel file word allegato programma_iniziative_a_giulia_di_barolo.docx o sul web www.operabarolo.it , il programma dettagliato della “tre giorni”)
Dall’azienda “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo” i fondi per il progetto
La Famiglia Abbona, proprietaria a Barolo delle Cantine che un tempo erano dei Marchesi e che – fedele a una tradizione nata con i Marchesi Giulia e Carlo Tancredi, che coniuga attività imprenditoriale a promozione della cultura e impegno nel campo del sociale – ha sostenuto economicamente il progetto del monumento a Giulia di Barolo.
“Quando si orienta lo sguardo verso la straordinaria figura di Giulia e quella del marito Carlo Tancredi Falletti di Barolo emergono tanti tasselli, tra questi – osserva il curatore artistico di Palazzo Barolo, Enrico Zanellati – la storia del vino Barolo, oggi celebre in tutto il mondo, nato proprio nelle Antiche Cantine che ancora oggi custodiscono e producono lo stesso prezioso patrimonio enologico.  È proprio da questi celebri luoghi che arriva la principale linfa per la realizzazione del monumento. Da quasi un secolo la Famiglia Abbona è proprietaria, a Barolo, delle Storiche Cantine un tempo appartenute ai Marchesi. Oggi, guidata da Ernesto e Anna insieme ai figli Valentina e Davide, prosegue con la stessa passione che animò la Marchesa Giulia nella produzione del “re dei vini e vino dei re”, con il prestigioso marchio “Marchesi di Barolo” (https://marchesibarolo.com). Ed è con questo stesso spirito che la famiglia ha scelto di affiancare l’Opera Barolo, finanziando l’iniziativa”.
La scultura in numeri
Dimensioni: l’opera è alta 2 metri e 30 centimetri, pesa 170 chilogrammi, sviluppa una superficie di 4 metri quadrati ed è posizionata a un’altezza di 4 metri da terra.
Tempi di realizzazione: 2 anni di lavoro che comprendono le fasi relative a ricerca e realizzazione del progetto, creazione del modellato in gesso e cera, fusione in bronzo, assemblaggio delle parti e patinatura finale.
Opera Barolo, da due secoli vicina ai più fragili
L’Opera Barolo è stata fondata per disposizione testamentaria di Giulia Colbert Falletti di Barolo (1786-1864), come strumento operativo per continuare l’azione di carità, di impegno sociale politico e culturale iniziata con suo marito, Carlo Tancredi di Barolo (1782-1838).
I Marchesi Giulia e Carlo Tancredi resero disponibili le loro risorse economiche e impegnarono la propria posizione sociale per migliorare le condizioni di vita dei più poveri di Torino, e svilupparono cultura con i più importanti pensatori dell’epoca. Non ebbero figli, ma dimostrarono grande capacità di generare, lasciando il loro patrimonio culturale ed economico alla città e al Paese.
Giulia di Barolo, attraverso il suo testamento, in piena armonia con il lascito del marito, fondò l’Opera Barolo perché fosse l’erede universale di questo patrimonio, assumendosene la responsabilità perpetua. Essa stessa stabilì le strategie, messe in atto alla morte della Marchesa, perché le proprietà fossero gestite come un bene comune: per un triennio l’Opera sarebbe stata amministrata dalla più alta carica della magistratura, nel triennio successivo dalla più alta carica ecclesiale e così via.
Attualmente l’Opera Barolo è presieduta dall’Arcivescovo di Torino, il Cardinale Roberto Repole.
Destinatarie dell’impegno dell’Opera sono le fasce di popolazione più bisognose di attenzione: ieri le donne detenute, oggi in particolare le persone più fragili, le famiglie italiane in difficoltà, quelle di migranti e profughi, i bambini malati e le loro famiglie. Soprattutto l’educazione delle giovani generazioni e lo sviluppo integrale del capitale umano sono i temi a cui i Marchesi avevano voluto prestare più cura, insieme a quello della cooperazione pubblico e privato, civile ed ecclesiale.
II programma dettagliato della “tre giorni” e altre informazioni sono disponibili nelle pagine del sito web dell’Opera Barolo, all’indirizzo www.operabarolo.it