MA QUALE COMPLOTTO…

Oggi 21 giugno alle 0re 16,09 ho ricevuto il seguente sms di un anonimo:
“Il complotto di alcuni preti messinesi nei confronti di Mons. La Piana, aiutati da te, con i tuoi scritti, ha portato al suo logoramento e alle sue dimissioni. E adesso? Nel cambio di guardia, c’è un nuovo arcivescovo che fino ad ora non ha fatto nulla per Messina.

di Andrea Filloramo

Non accetto accuse gratuite, false e tendenziose fatte da un "nostalgico" dell’“ancien regime”, della diocesi peloritana, che si nasconde vigliaccamente dietro l’anonimato.
Cerco di essere come al solito chiaro: non mi risulta che ci sia stato alcun complotto nei confronti dell’arcivescovo emerito di Messina, al quale io avrei dato, attraverso i miei scritti, il supporto. Non ci sono stati quindi cospiratori che hanno offerto una ricostruzione artefatta degli avvenimenti accaduti; non c’è stato alcun “monarca” deposto o decapitato ma un cambio di vescovo, nel rispetto del diritto canonico, voluto direttamente dal Papa, che, verificata una certa situazione, da me più volte descritta, è intervenuto, salvaguardando la dignità di un pastore che ha chiesto e ottenuto che le dimissioni fossero date per motivi di salute. E questo non è poco.
La patata bollente di una diocesialla deriva è stata, poi, deposta nelle mani di un nuovo arcivescovomons. Giovanni Accolla, che prudentemente cerca di non scottarsi:nessuno, infatti, ama bruciarsi le mani.
Fuori metafora: non può il nuovo arcivescovo addossarsi le responsabilità pastorali e quel che è più grave amministrative altrui; non può immediatamente risolvere problemi creati o lasciati insoluti dal precedente vescovo; non può, per esempio,come alcuni chiedononell’immediato annullare le nomine di quei parroci che il suo predecessore ha promosso illegittimamente dopo aver appreso la data e la notizia del suo avvicendamento;non può privarsi subito di collaboratori non graditi.
Egli deve necessariamente guardare, ascoltare, comprendere, capire, immaginare e solo in parte progettare.
I tempi dei cambiamenti? Li deciderà lui.
Volendo parafrasare il Card. Martini, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare, mi auguro che egli “possa aiutare tutti, preti e laici, a trovare ispirazione, contenuti per affrontare con slancio i problemi della diocesi. Che egli possa guardareall’instabilità non come un ostacolo, ma come un facilitatore. Che porti in campo la sua spiritualità e i suoi valori umani, che mostrano entusiasmo sincero quando le cose vanno bene ma anche delusione sincera, di fronte alle sconfitte. Che sia umile e sappia sporcarsi le mani. Insomma che abbia il coraggio di rischiare”.