Gli arrampicatori sociali della Diocesi

di ANDREA FILLORAMO

Da tempo conosco e sono amico di uno psicanalista “fisiognomico”, un cattedratico molto affermato. Non si tratta di un“lombrosiano”; egli non esamina, quindi, le fattezze fisiche dei soggetti per trarre delle conclusioni che possono nuocere al loro buon nome. Se così fosse, quindi, dovrebbe sottoporsi egli stesso all’«esame dello specchio» e diventare, con sgomento, autolesionista. So bene, però, che servirsi della “fisiognomica”, superato ogni tipo di “determinismo” e senza volerla esaltare, anzi tenendo ben presenti i suoi limiti,aiuta ad accostarsi più facilmente alle persone, credo che possa giovare a chi per vocazione o per mestiere deve o vuole avere con le persone un approccio più umano e naturale possibile.
Lo sappiamo: fin dall’antichità, l’uomo ha sempre cercato di determinare un codice per classificare le caratteristiche del volto che variano da individuo a individuo. Già nella Grecia del V secolo a.C. e principalmente nella città di Atene erano presenti personaggi che si dilettavano nello studio di questa disciplina, in particolare della relazione tra aspetto fisico e aspetti del carattere. Aristotele era uno di questi; egli infatti, studiava le somiglianze tra uomo e animale, per poter attribuire a ogni individuo le qualità di determinati animali (leone simbolo di forza ecc.). Proprio in questo particolare periodo storico nasce la fisiognomica. La fisiognomica, in quanto studio delle particolarità del volto umano in grado di rivelare peculiarità del carattere, era piuttosto diffusa nel Rinascimento ed è risaputo che Leonardo ne era appassionato, come pure Michelangelo. Queste sono le considerazioni che ho fatto quando ho inviato, via on line, e ho posto all’attenzione del dottore alcune immagini che volevo che egli analizzasse.Tali immagini ovviamente erano rintracciabili nella Rete. E’ ovvio che per me si trattava di scrutare sì il volto di un uomo senza però curiosare nella sua anima servendomi dei tratti del suo volto. Il referto mi è pervenuto dopo qualche giorno, quando sono ricorso ad Internet, che, come sappiamo, se ben consultato, costruisce la storia di molti di noi. Si trattava di foto e video che rappresentavano un “omaccione”con un bel “faccione”, qualcuno direbbe “da prendere a schiaffi”, con tutti i componenti in piena evidenza, posto su un collo “robusto” al pari del tronco, semicalvo,che ha fatto repentina carriera in un ambito che non rivelo per rispetto della privacy, che recentemente, oltretutto, è sulla bocca di tanti per una promozioneinaspettata.Tutti lo considerano un arrivista, pronto a tutto pur di emergere. E’ facile notare come quanto suggeriva il fisiognomico su quel corpo e su quel viso corrispondesse alle notizie che troviamo in Internet, che a loro volta corrispondevano al giudizio di ciascuno degli amici che mi avevano invitato a fare quella richiesta. Senza addentrarsi in discorsi eccessivamente specialistici sul piano clinico,il diagnosta, parlando di quel che emergeva dalla foto, si è guardato bene di parlare di (Disturbo Narcisistico di Personalità)- in quanto non è uno specialista nel campo medico e psichiatrico – ma ha riferito, fra l’altro, che il soggetto appare come “una persona che ama se stesso prima di chiunque altro e, a volte, al posto di chiunque altro;è pieno di sé e convinto di valere molto, quando non di essere perfetto, sempre nel giusto, al riparo da errori: tutto ciò riguarda gli altri. E, inoltre, un grande manipolatore. Essendo pieno di sé agisce – anche senza rendersene conto – in modo tale da spingere le altre persone a stare al suo gioco e per fare ciò le manipola più o meno sottilmente. Egli pensa di dover essere al centro anche del mondo degli altri e non sopporta di essere ignorato”. Tutto come risultava da Internet e da quanti conoscevano perfettamente il soggetto etutto può essere validato.
Osserviamo, infatti, innanzitutto un “video” presente nella Rete… Scopriamo che il soggetto si rivela come un uomo “serio” in mezzo ad altre persone “serie”, insignite di titoli appariscenti, pseudo storiche che richiamano il medioevo, gli ordini cavallereschi, lontani nel tempo e nello spazio.Egli – diciamolo pure – è un cavaliere, appartenente all’Ordine……….. Quando è stato fatto cavaliere, leggiamo nel video da lui postato: “durante la cerimonia é stata conferita la medaglia d’oro di benemerenza, concessa dal Gran Maestro Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro al Gonfalone del Comune di Monreale su proposta della Delegazione Sicilia.” Cose veramente ridicole nel XXI secolo, ma appaganti per lui. Nella serietà del suo volto appare, nel video la soddisfazione d’essere al di sopra, immensamente al di sopra degli altri. Qualcuno sostiene che la fattispecie di quei titoli si ottiene attraverso il “vil metallo” ma è difficile o impossibile dimostrarlo e conseguentemente non bisogna credere.
Circola la voce che “essere al di sopra degli altri” il “primo nella gerarchia di appartenenza” sia il sogno non più segreto del nostro, tant’è (altra notizia appresa dalla Rete) che un giornale locale, conoscendo la sua aspirazione, si è permesso di tirargli una “burla, di fargli un “pesce d’aprile”, uno vero “scherzo da prete” che rimarrà negli annali territoriali a futura memoria e ha causato un “oceano” di risate. Ha dato notizia, cioè, e ha scritto su carta stampata, che il nostroera stato assunto al più alto grado della sua gerarchia di appartenenza. L’uomo c’è cascato come un allocco e l’ha comunicato commosso a tutti.Il giornale, all’indomani così concludeva: “Come molti di voi avranno letto, ieri sera abbiamo pubblicato la notizia che (………) era stato nominato….(……)  Evidentemente la notizia era un falso ed era il nostro modo per non perdere quella bella tradizione degli scherzi e delle bufale che il 1° Aprile è lecito fare. Vorremmo, dunque, tranquillizzare tutti……………)”! Dopo la delusione a quel povero uomo è arrivata la depressione acuta. E’ indubbio che il fatto – si racconta – ha generato in lui una grande confusione con la quale si è dovuto confrontare, che ha però, superato, pensando che quel che non è avvenuto allora, avverrà sicuramente nel futuro.
Infatti la sua scalata, anche se limitata ad un solo gradino gerarchico, è avvenuto negli ultimi giorni. In attesa di altre promozioni al nostro ipotetico o reale personaggio, i nostri migliori augurie la richiesta di scuse se l’abbiamo fatto diventare il nostro capro espiatorio. Ciò solo per dimostrare che la fisiognomica anche se ancora non può essere riconosciuta come scienza, è, tuttavia una cosa seria. A lui, come agli altri, si consiglia di limitare il più possibilele foto e i video postati sulla Rete. Possono servire a quell’amico psicanalista fisiognomico inesistente di scrivere un “trattato” sulla fisiognomica degli “arrampicatori sociali”.