UN POMERIGGIO PER NON DIMENTICARE UN GRANDE UOMO

Domenica sera l’emittente radiofonica Radio Maria, in una tavola rotonda ha presentato la figura del beato Carlo I Imperatore d’Austria, l’ultimo imperatore degli Asburgo che è riuscito a incarnare la santità attraverso la sua vita di statista e uomo politico, la stessa cosa che ha fatto il ministro pakistano Shahbaz Bhatti, assassinato il 2 marzo 2011 nelle strade di Islamabad mentre si stava recando nel suo ufficio. Sabato 21 aprile presso Angelicum, Mondo X in Piazza S. Angelo a Milano, l’Umanitaria Padana Onlus, Alleanza Cattolica, Associazione Pakistani in Italia,in collaborazione con l’Associazione Federale delle Donne Padane, La Bussola Quotidiana e Il Timone, hanno organizzato un intero pomeriggio dedicato a ricordare il ministro delle minoranze religiose in Pakistan. Prima degli interventi è stata celebrata da Padre Piero Gheddo e padre Hajaz Hajat una S. Messa in suffragio di ShahbazBhatti. Subito dopo nell’auditorium ha iniziato i lavori Marco Invernizzi, responsabile lombardo di Alleanza Cattolica; nel suo breve intervento ha sottolineato come Shahbaz Bhatti con la sua vita ha ricomposto la deleteria frattura tra fede e politica, certo parlare di santità in un politico, oggi può apparire una bestemmia, eppure conoscendo la vita di Bhatti, questo è stato possibile. Il Servo di Dio Papa Paolo VI, diceva: “La politica è la più alta espressione della carità”. Il ministro pakistano è riuscito a fare proprio questo. Don Piero Gheddo, il missionario più conosciuto del nostro secolo, che ha personalmente visitato il Pakistan e conosciuto Khushpur, il villaggio dove è nato e vissuto Bhatti, ha inteso dimostrare l’importanza dell’organizzazione cristiana della società in Pakistan: dove c’è l’Islam, la società è ferma e bloccata, dove invece, vivono i cristiani, cambia tutto, a cominciare dalle pulizie delle strade e delle case, la libertà delle donne che sorridono, che si fermano, parlano, si lasciano perfino fotografare (questo è un crimine altrove), la vivacità dei ragazzi e ragazze nel gioco, l’unità delle famiglie (rigorosamente monogamiche), che ha permesso, nonostante la povertà, la fondazione di una società più evoluta. A questo, afferma Don Piero, ha contribuito, soprattutto, la presenza delle scuole. Mentre nei villaggi musulmani vicini e lontani, non si vedono donne per le strade, che tra l’altro, sono abbandonate tra sporcizia e disordine. Per fortuna, ci tiene a ribadire padre Gheddo, non tutti i Paesi islamici sono così, e porta l’esempio della Libia del dittatore Gheddafi. Subito dopo ha preso la parola, Francesca Milano, giovane e coraggiosa giornalista del Sole 24 Ore, che ha presentato il suo volumetto proprio sul politico martire, Shahbaz Bhatti: “Morte di un blasfemo”, edito da San Paolo, all’inizio di quest’anno. Shahbaz Bhatti è stato ministro per le Minoranze Religiose del Pakistan dal 2008 al 2 marzo 2011, quando è stato ucciso da un commando terroristico talebano. Nato nel 1968 da una famiglia cattolica, uomo di profonda fede, di lungimirante sapienza e di tenace carità, attento ai poveri, agli oppressi e ai bisognosi, stava sempre con la gente in prima linea, tessitore instancabile di dialogo interreligioso, ha dedicato tutta la sua vita affinché fosse garantita la libertà di tutte le minoranze religiose nel suo Paese. In particolare Shahbaz si è battuto per revisionare la legge sulla blasfemia e per difendere la povera Asia Bibi, accusata ingiustamente di aver oltraggiato il Corano. ShahbazBhatti era un uomo molto umile, con una fede profondissima. Non aveva una sua vita privata, tutto il suo tempo lo dedicava ai cristiani e a tutti i perseguitati dalla legge della blasfemia e da altre ingiustizie. “Non ho tempo di metter su famiglia”, diceva a chi glielo chiedeva. Nonostante fosse un uomo politico, è morto povero, sul suo conto corrente non c’era una rupia. Ha speso tutta la sua vita per gli altri. I vescovi del Pakistan hanno chiesto alla santa Sede che venga proclamato “martire e patrono della libertà religiosa”. Dopo la Milano ha parlato il professore Mobeen Shahid, docente presso la Pontificia Università Lateranense, fondatore dell’Associazione Pakistani Cristiani in Italia. Mobeen, amico intimo di Shahbaz, ha denunciato l’ignoranza a livello internazionale sulle condizioni dei cristiani pakistani. Il professore ha ringraziato tutti gli intervenuti al convegno, in particolare a Francesca Milano, per il coraggio che ha dimostrato nello scrivere questo libro sulle condizioni dei cristiani in Pakistan. La seconda parte del lungo pomeriggio è stata dedicata ad esponenti della politica, un omaggio bipartisan della politica e delle istituzioni, per significare l’attenzione del nostro Paese al tema della persecuzione dei Cristiani e un tributo d’onore all’esempio di servizio incondizionato che, con la sua vita e il suo martirio, il ministro Shahbaz Bhatti ha offerto ai politici di tutto il mondo. Per primo è intervenuto il senatore Antonio Rusconi del Pd, riferendosi alla libertà religiosa ha detto che “non può essere intesa solo come un dato culturale, bisogna passare all’azione, affinché si possa fare in modo che venga rispettata in tutti i Paesi dove viene violata”. Il problema della libertà religiosa non dev’essere visto come qualcosa che riguarda persone lontane, “la persecuzione dei cristiani in Pakistan – ha detto l’esponente del Pd- è un martirio che interpella tutti noi”.Dopo il senatore, prende la parola l’onorevole Andrea Orsini del Pdl che ha ringraziato Francesca Milano per aver fatto conoscere la grande figura del ministro martire pakistano. “L’Islam è una religione nobilissima, purtroppo, però, nel mondo c’è una deriva estremamente pericolosa, ha detto l’esponente del Pdl, che ha ricordato, la difficile condizione delle ragazze musulmane in Italia, in particolare, quelle pakistane . “La libertà religiosa deve valere a Milano come a Karaci o a Kabul, non vogliamo più che i cristiani nel mondo subiscano atti di violenza e di morte solo perché cristiani”. Interviene l’onorevole Laura Molteni della Lega Nord, nonché esponente dell’Associazione Federale delle Donne Padane, che ha ricordato come il 900, il secolo delle idee assassine, hanno perso la vita violentemente quasi 45 milioni di cristiani, un martirio che continua ancora oggi in molti Paesi islamici. L’esponente della Lega ha ricordato che spesso gli uomini e le donne provenienti dai territori con cultura musulmana fanno fatica a integrarsi o che addirittura rifiutano l’integrazione. La Molteni a questo proposito ha fatto riferimento all’inquietante episodio del terrorista islamico che si è fatto esplodere presso la caserma S. Barbara qui a Milano. Un episodio che ci ricorda che non bisogna abbassare mai la guardia. Infine ha sottolineato la grande importanza della risoluzione parlamentare sulla libertà religiosa, votata in Parlamento da tutti gli schieramenti politici.
Intanto,per manifestare la sua solidarietà, come aveva promesso raggiunge l’Auditorium Angelicum di Piazza S. Angelo, l’onorevole Umberto Bossi, salutato calorosamente dal pubblico presente. Sara Fumagalli, coordinatrice dell’Umanitaria Padana Onlus, che poi è stata l’ispiratrice del convegno, prende la parola e in quindici minuti intensi, con il libro in mano, riesce a raccontare la vita di Shahbaz Batthi, all’ex segretario della lega Nord, che qualche attimo prima, aveva manifestato il desiderio di conoscere questa grande figura. Per la verità, non capita tutti i giorni vedere un uomo politico ascoltare con interesse argomenti come quelli riguardanti la straordinaria figura di un uomo laico, politico e cristiano che ha santificato la propria vita mettendosi al servizio di quelli che non hanno voce…

DOMENICO BONVEGNA
domenicobonvegna@alice.it