CARLOTTAXARCHITETTURA 2023, INNO AL PAESAGGIO: VINCE IL DIALOGO TRA CASA E NATURA

Una residenza di villeggiatura, a pochi chilometri da Noto, su un’altura che si affaccia sulla Riserva Naturale di Vendicari. Una casa immersa in un esteso uliveto e articolata in tre grandi corpi geometrici distinti – ruotati uno verso l’altro – e visivamente collegati da un percorso di scorci che legano interno ed esterno: un inno al paesaggio, un unicum con l’orizzonte e la luce, in una continua esperienza tra dentro e fuori.

È questo il progetto dello studio romano Westway architects che ha vinto la terza edizione di CarlottaxArxhitettura, il concorso internazionale nato tre anni fa a Catania in memoria dell’arch. Carlotta Reitano (già presidente della Fondazione etnea OAPPC, scomparsa prematuramente nel 2020), sbarcato quest’anno a Milano, presso la Fondazione Riccardo Catella, «con l’obiettivo di fare un percorso itinerante e di abbracciare simbolicamente tutta l’Italia, nel ricordo di una donna che si è spesa per valorizzare una professione che, oggi più che mai, ha bisogno di dialogare e interagire con i territori», come spiegato da Alessandro Amaro, coordinatore regionale Federazione Architetti Sicilia e anima dell’evento organizzato in memoria della moglie.

Una premiazione che ha visto una carrellata di opere di altissima qualità: selezionate tra oltre 65 candidature pervenute attraverso la piattaforma del Consiglio Nazionale della categoria. «I Premi consentono di raccontare come si evolve la professione nell’ottica della creatività, dell’innovazione e soprattutto della sostenibilità – ha dichiarato il presidente CNAPPC Francesco Miceli, presente alla cerimonia insieme a una nutrita rappresentanza del Consiglio e ai presidenti degli Ordini che hanno sposato l’iniziativa (Catania, Palermo, Torino, Bologna, L’Aquila e Trapani) – questo evento in soli tre anni è cresciuto tantissimo: siamo orgogliosi di sostenere CarlottaxArchitettura e tutti quei professionisti che rappresentano un’eccellenza e che hanno una vetrina per raccontare e raccontarsi». Architetti che hanno saputo raccogliere le sfide oggi imposte dall’architettura contemporanea: proiettando nuove visioni, utilizzando materiali alternativi, giocando con gli spazi e le traiettorie, pur mantenendo un approccio etico, così come hanno fatto i giovanissimi Serena Comi e Gino Baldi di Vacuum Atelier (Bergamo), che hanno vinto il riconoscimento “Under35” con la loro “Casa senza tetto”, che vede ruotare la sperimentazione progettuale attorno allo “studio dei caratteri tipologici del luogo, in cui la struttura diventa elemento regolatore e la forma la sintesi stessa del processo”.

Applausi da parte della qualificata platea presente in sala e della giuria tecnica, presieduta da Alessandra Luzzatto (PLP Architecture) e composta da: Gelsomina Passadore (Consigliere segretario CNAPPC), Alessandro Rossi (Park Associati), Sebastian Carlo Greco ed Eleonora Bonanno (presidenti di Ordine e Fondazione Architetti Catania) e Federico Aldini (presidente Ordine di Milano). Oltre alle menzioni per le categorie “interni” (vinta da Delisabatini Architetti) e “restauro” (Studio SBSA), anche il premio speciale “Città di Catania”, consegnato ad ACA Amore Campione Architettura per la ristrutturazione innovativa di una residenza abitativa in pieno centro, nel capoluogo etneo.

E poi un viaggio nel tempo, attraverso il racconto dell’amico e collega Luigi Longhitano, compagno di vita ordinistica, che ha ripercorso l’importante eredità lasciata da Carlotta. Un evento che ha visto un pezzo di Sicilia fuori porta, con l’obiettivo di «parlare di architettura quale disciplina che trasforma nel tempo ciò che ci sta intorno – ha concluso Amaro – e che dialoga con tutti, misurandosi con i grandi temi contemporanei: globalizzazione, riduzione delle risorse naturali, sviluppo sostenibile, processi di inurbamento, integrazione delle civiltà, convivenza culturale e sicurezza».