Verso nuove frontiere: innovazione e collaborazione nell’oncologia dei tumori testa-collo

Milano – L’Italia sarà per tre giorni al centro del dibattito internazionale sui tumori testa-collo con il 12° Congresso Nazionale AIOCC (Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica), in programma dal 15 al 17 aprile 2026 presso l’IRCCS – Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano).

Il Congresso, intitolato Verso nuove frontiere: innovazione e collaborazione nell’oncologia dei tumori testa-collo, si propone come un punto di incontro strategico tra esperti italiani e internazionali, società scientifiche europee e mondiali, ricercatori e clinici, con un obiettivo chiaro: costruire un modello di oncologia sempre più integrata, personalizzata e basata sull’evidenza.

Un congresso sempre più internazionale

Uno degli obiettivi del Congresso è quello di rafforzare un approccio internazionale nella condivisione di modelli, competenze ed esperienze, favorendo l’incontro con figure di primo piano nel panorama scientifico mondiale.

Ad aprire ufficialmente i lavori saranno infatti due letture magistrali affidate a due nomi di altissimo profilo scientifico. Il professor Alberto Mantovani, presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca, tra i massimi esperti mondiali di immunologia e infiammazione, approfondirà il tema del rapporto tra immunità innata, infiammazione e cancro, un ambito che negli ultimi anni ha rivoluzionato la comprensione dei meccanismi tumorali e aperto la strada alle immunoterapie. Seguirà l’intervento del professor Robert Ferris, Professore presso la University of North Carolina at Chapel Hill, riferimento internazionale per l’oncologia testa-collo, che analizzerà l’interazione tra tumore e risposta immunologica, evidenziando come la conoscenza dei meccanismi biologici stia già influenzando le scelte terapeutiche nella pratica clinica.

AIOCC 2026 rappresenta inoltre un’importante opportunità per rafforzare il dialogo con le principali società scientifiche globali, tra cui EHNS (European Head and Neck Society) e IFHNOS (International Federation of Head and Neck Oncologic Societies), che terranno due simposi plenari dedicati alle sfide e alle prospettive future in oncologia.

I dati dei tumori testa-collo in Italia

I tumori testa-collo rappresentano il 3% di tutti i tumori in Italia, mentre l’Europa registra il secondo tasso di incidenza di tumori della testa e del collo più alto al mondo, dopo l’Asia del Sud1.

I dati AIRTUM hanno registrato per il 2022 circa 9.750 nuovi casi nel nostro Paese, con una netta prevalenza maschile (7.050 casi contro 2.700 nelle donne). Una diagnosi precoce può fare la differenza in modo determinante: in presenza di una diagnosi tempestiva, il tasso di sopravvivenza sale all’80-90%, mentre chi scopre la malattia in fase avanzata ha un’aspettativa di vita di soli 5 anni nel 40-50% dei casi.

I tassi di tumore orofaringeo sono aumentati in modo significativo in diversi paesi europei. Questo aumento è in gran parte attribuito all’infezione da HPV, responsabile del 60-70% dei tumori orofaringei di nuova diagnosi in Europa. Al contrario, i tassi di cancro di altre sottosedi, come per esempio la laringe, sono diminuiti in molti paesi europei, riflettendo il calo del consumo di tabacco2.

Le rilevazioni più recenti hanno inoltre evidenziato come, nei pazienti over 65, la frequenza di tumori orofaringei HPV-correlati risulta raddoppiata rispetto al passato3. Questo dato, che impone una riflessione approfondita sia sul piano epidemiologico sia su quello terapeutico, si affianca a una prospettiva positiva: l’ultima rilevazione del Ministero della Salute riferita all’anno 2023 registra infatti che tra le ragazze di 12 anni la copertura con ciclo completo ha raggiunto il 51,18% (+5,79% sul 2023), mentre tra i ragazzi della stessa età è al 44,65% (+5,30%). Anche se ancora lontano dalla soglia ottimale del 95% indicata dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, questo trend in crescita, unito alla lunga latenza del virus (20-25 anni) apre scenari concreti di prevenzione: le generazioni oggi vaccinate e vaccinabili potrebbero beneficiare nel lungo periodo di una riduzione significativa dell’incidenza di queste neoplasie (fonte: salute.gov.it). Questo tema verrà approfondito nell’ambito di diversi dibattiti e tavole rotonde nel corso del congresso.

Interdisciplinarità: il paziente al centro

I numeri che emergono dalle ultime rilevazioni rafforzano la convinzione che i tumori testa-collo richiedono un approccio interdisciplinare che coinvolge oncologi medici, chirurghi, radioterapisti, anatomopatologi, radiologi, nutrizionisti, logopedisti e specialisti di supporto.

L’oncologia moderna non punta solo alla sopravvivenza, ma si estende anche alla tutela della voce, della deglutizione, dell’identità e della vita sociale della persona. Per questo, particolare attenzione sarà riservata all’integrazione tra immunoterapia e trattamenti locoregionali e alla personalizzazione delle strategie terapeutiche; alla qualità della vita, con riferimento anche alla preservazione della funzione e bisogni espressi dai pazienti e alla gestione del paziente anziano, con particolare attenzione agli screening di fragilità, alla scelta tra trattamenti standard e de-escalati, alla terapia di supporto.

Ampio spazio sarà dedicato ai casi clinici multidisciplinari e al confronto diretto tra specialisti, anche attraverso modalità interattive e sessioni di confronto diretto tra clinici e patologi, con l’obiettivo di tradurre le evidenze scientifiche in percorsi di cura concreti ed efficaci.

Un ponte tra ricerca e clinica

Il congresso, caratterizzato da un orientamento clinico-traslazionale in grado di creare un vero e proprio ponte tra laboratorio e pratica clinica, porterà inoltre al centro del dibattito temi quali intelligenza artificiale, biopsia liquida e biomarcatori circolanti, mettendo in evidenza come l’innovazione tecnologica e molecolare stia già modificando le decisioni terapeutiche quotidiane.

Particolare attenzione sarà dedicata a come l’intelligenza artificiale, pensata non come sostituto del clinico, ma come suo alleato, stia già orientando le scelte terapeutiche con una precisione crescente, dalla diagnosi precoce alla riduzione degli effetti collaterali. La sessione moderata dalla professoressa Marta Scorsetti (specialista in Radioterapia, Humanitas Research Hospital), con il dottor Alberto Paderno (specialista in Otorinolaringoiatria, Humanitas Research Hospital), il professor Christian Simon (Università di Losanna), il professor Hisham Mehanna (Università di Birmingham), affronterà le applicazioni concrete dell’IA nell’oncologia testa-collo: dalla diagnosi precoce alle decisioni terapeutiche personalizzate, dalla predizione della risposta ai trattamenti fino alla gestione degli effetti collaterali, fino al confronto sui limiti, sulla validazione dei modelli e sulle implicazioni etiche.

Costruire una rete nazionale per migliorare diagnosi e cura

Accanto alla dimensione scientifica, il congresso ospiterà un confronto diretto con le istituzioni, per fare il punto sui modelli organizzativi adottati per affrontare alcune delle sfide più urgenti: garantire equità di accesso alla prevenzione e alle cure e assicurare standard elevati su tutto il territorio nazionale.

Nel panel AIOCC incontra le istituzioni: come disegnare un piano per migliorare diagnosi e cura in Italia? moderato dal professor Giovanni Succo (Università di Torino), con Mario Giovanni Melazzini (Direttore Generale Welfare Regione Lombardia), professor Giuseppe Sanguineti (presidente AIOCC), professoressa Lisa Licitra (Università di Milano, Istituto Nazionale Tumori di Milano), dottoressa Annalisa Trama (Istituto Nazionale Tumori di Milano) affronterà il tema dei modelli organizzativi, con particolare riferimento alle reti Hub & Spoke su base regionale e agli indicatori di qualità per monitorarne i risultati. Si parlerà infine del ruolo della Make Sense Campaign, la campagna europea per la diagnosi precoce, e della sua istituzionalizzazione su base nazionale.