Truffe bancarie online, altre due vittorie di Confconsumatori. Restituiti 14.500 euro a un correntista barese

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Bari – Grazie all’intervento di Confconsumatori, l’Arbitro bancario finanziario ha riconosciuto a un cittadino barese il diritto al rimborso di 14.500 euro sottratti con due bonifici fraudolenti tramite una truffa bancaria online che combina più tecniche ormai ben note, “Sms spoofing” e “Vishing”. 

IL PRIMO CASO – La truffa di cui era rimasto vittima il cittadino pugliese era cominciata con l’arrivo di un sms, in apparenza proveniente dal canale ufficiale della banca (“Sms spoofing”), che allarmava il risparmiatore con la minaccia di un accesso anomalo all’home banking. Dopo pochi minuti il correntista aveva ricevuto la telefonata da un sedicente operatore dell’istituto bancario (“Vishing”) che aveva avuto accesso al conto corrente sfruttando la vulnerabilità del cittadino confuso e preoccupato. Il conto infatti era bloccato, poiché occorreva che il titolare compilasse in banca il modulo di verifica: invitato dal truffatore a provvedere, il malcapitato correntista si era recato in filiale e con l’ignara connivenza degli operatori aveva compiuto l’operazione decisiva per concretizzare la frode. Così l’operatività online del conto si era sbloccata e il truffatore aveva potuto completare l’azione criminosa. Il tutto nell’arco di due giorni.

 

LA TUTELA – Grazie all’intervento degli avvocati di Confconsumatori, Nuccia Lisi e Filomena Panzarino, il risparmiatore si è rivolto all’Arbitro bancario finanziario, che ha condannato l’istituto bancario a rimborsare l’intera somma sottratta.

LA DECISIONE DELL’ARBITRO – Il cittadino truffato, non riuscendo  ottenere un rimborso dalla banca, con l’assistenza di Confconsumatori si è rivolto all’Abf che gli ha riconosciuto il diritto al rimborso totale dei 14.500 euro sottratti attraverso due bonifici fraudolenti. «Il Collegio di Bari – hanno commentato gli avvocati di Confconsumatori, Nuccia Lisi e Filomena Panzarino – ha accolto il ricorso, condividendo pienamente la tesi da noi prospettata. È stato riconosciuto il difetto probatorio nel processo di autorizzazione delle operazioni sul canale di pagamento online della banca, soggetto intermediario tenuto a un obbligo di diligenza professionale secondo il parametro dell’accorto banchiere. Inoltre l’arbitro ha riconosciuto un ulteriore e importante principio: “i meccanismi per il monitoraggio delle operazioni volte a prevenire, rilevare e bloccare il traffico dei pagamenti fraudolenti dovrebbero essere attivati prima dell’autorizzazione finale del prestatore dei servizi di pagamento».

IL SECONDO CASO – Lo stesso collegio barese dell’Arbitro bancario finanziario si è pronunciato anche a a favore di una risparmiatrice residente a Bitonto (Bari), che ha riconosciuto – sempre grazie all’intervento degli avvocati di Confconsumatori, Nuccia Lisi e Filomena Panzarino – il diritto della correntista al rimborso di 773,88 euro da parte di Postepay. In base allo stesso principio richiamato nel caso precedente, il Collegio ha ritenuto “non assolto l’onere relativo alla prova dell’autenticazione delle operazioni, illecitamente eseguite da terzi sulla carta di debito intestata alla consumatrice e da lei disconosciute”.

 

L’ASSISTENZA – La sede provinciale di Bari di Confconsumatori è a Bitonto, in via Traetta n.116, dove è possibile rivolgersi per informazioni ed assistenza. I contatti di tutte le altre sedi di Confconsumatori sono su https://confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/. È possibile anche rivolgersi allo sportello online (https://confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/).