In due occasioni però il costante impegno della Polizia di Stato nel contrasto a questo fenomeno ha permesso agli agenti del commissariato di Bonola (Milano) insieme a quelli della Polizia locale e agli investigatori delle Squadre mobili di Genova e Mantova e del commissariato di Rapallo di frapporsi tra truffatori e vittime, arrestando i primi e restituendo la refurtiva ai secondi.
Nel primo caso, infatti, gli agenti del commissariato di Bonola, insospettiti, hanno deciso di controllare un 22enne nei pressi di un parcheggio. Il ragazzo ha dapprima fornito false generalità, per poi ammettere la sua reale identità, dalla quale è risultato un obbligo di dimora nel comune di San Lorenzello (Benevento).
Gli agenti lo hanno quindi perquisito, trovandolo in possesso di circa 350 grammi di gioielli, del valore stimato di circa 31 mila euro, provento di una truffa che l’uomo aveva da poco commesso ai danni di due donne, madre e figlia, proprio con la scusa del finto carabiniere.
L’uomo è stato quindi tratto in arresto con l’accusa di truffa aggravata e la refurtiva restituita alle vittime.
Nel secondo episodio la collaborazione tra il commissariato di Rapallo e le Squadre mobili di Genova e Mantova ha avuto come risultato l’arresto di due persone per truffa aggravata nei confronti di un’anziana signora.
Con lo stesso stratagemma, infatti, gli arrestati hanno sottratto alla vittima 30 mila euro in gioielli e 1.100 euro in contanti, ma, grazie all’azione combinata dei poliziotti liguri e lombardi, sono stati tratti in arresto poco distanti dal luogo della truffa e la refurtiva restituita alla vittima, ancora incredula per l’accaduto.
