RAPPORTO SULLO STATO DEI DIRITTI di A Buon Diritti

Roma – È stato presentato nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, il Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, realizzato da A Buon Diritto grazie al sostegno dell’Otto per mille Valdese.

 Alla presentazione sono intervenuti Luigi Manconi, Presidente di A Buon Diritto; l’Onorevole Nicola Fratoianni (AVS); Camilla Siliotti, A Buon Diritto. Presenti anche alcune autrici e autori del Rapporto: Enrico Puccini curatore del capitolo diritto all’abitare; Michela Pugliese per autodeterminazione femminile; Federica Resta curatrice del capitolo su privazione della libertà e prigionieri;  Chiara Pineschi per minori e Domenico Massano su persona e disabilità.

 Il Rapporto restituisce un quadro profondamente critico dello stato dei diritti fondamentali nel nostro Paese. Alcuni dati risultano particolarmente emblematici, fotografando un Paese in cui la libertà di stampa scivola al 49° posto mondiale, mentre crescono discorsi d’odio e discriminazioni.

Quasi una persona su dieci rinuncia alle cure e il 94,5% dei comuni è esposto a rischio idrogeologico. L’istruzione diventa sempre più selettiva e diseguale, i salari reali continuano a diminuire, le persone con disabilità subiscono un aumento del 66% delle violenze. Il diritto d’asilo è svuotato da pratiche illegittime e le politiche migratorie restano securitarie. L’antiziganismo nei confronti delle persone Rom e sinte rimane a livelli altissimi sia nel discorso pubblico sia politico. Le persone LGBTQIA+ sono quasi prive di tutele e monitoraggi, le donne colpite da discriminazioni e violenza (sono stati 99 i femminicidi nel 2025) e da un accesso ostacolato all’autodeterminazione, oltre un quarto delle famiglie con minori vive a rischio povertà, il carcere soffoca con 138,5% di sovraffollamento e 79 suicidi, la salute mentale non migliora: circa 1 italiano su 6 convive con un disturbo mentale, clinicamente diagnosticato o diagnosticabile e il diritto all’abitare si riduce più a un privilegio e a una questione di “sicurezza” che a un diritto che dovrebbe essere garantito a tutte e tutti. E a proposito di “sicurezza”, il 2025 è stato un anno in cui la maggioranza di governo è intervenuta attraverso la decretazione d’urgenza con norme che compromettono sempre di più la possibilità di manifestare liberamente il dissenso.

 «È da oltre dieci anni che realizziamo il monitoraggio dello stato di salute dei diritti sociali e di quelli soggettivi nel nostro paese. Nel biennio 2016-2017 sono state riconosciute importanti garanzie di libertà (le unioni civili, il testamento biologico e la legge contro la tortura) ma da allora i diritti della persona hanno conosciuto un periodo di oscuramento. Per quanto riguarda lo stato attuale dei diritti in Italia, un solo dato: un italiano su dieci rinuncia alle cure a causa delle liste d’attesa e dei costi esorbitanti», ha dichiarato Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto. «Questo dato, da solo, racconta l’erosione dei diritti fondamentali: quando un diritto come l’accesso alla salute risulta compromesso, il principio di uguaglianza viene svuotato. Ma la rinuncia alle cure è solo uno dei segnali di un arretramento più ampio che riguarda la libertà di informazione, il diritto di manifestare dissenso, le condizioni di vita in carcere, la tutela delle minoranze e di categorie discriminate, dalle donne alle persone con disabilità, dai minori alle persone migranti. Il Rapporto restituisce l’immagine di un Paese in cui la compressione dei diritti viene normalizzata, spesso in nome della sicurezza o dell’emergenza. Di fronte a questo quadro, il rapporto non mette solo in evidenza i dati ma denuncia l’urgenza cambiare al più presto paradigmaricordando che i diritti non sono concessioni revocabili, ma il fondamento stesso della democrazia».