Omicidio di Roberto Guerrino, Piazzoni (Arcigay): Descrizioni morbose degli articoli di cronaca…

“Abbiamo letto con sdegno e con rabbia i numerosi articoli di cronca che in queste ore raccontano l’omicidio di Roberto Pietro Guerrino, interprete di conferenza trovato morto nella sua abitazione a Milano, nel quartiere Nolo”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: “Titoli e articoli hanno insistito in modo dettagliato e ripetuto sugli abiti che la vittima  indossava al momento del ritrovamento, trasformando elementi irrilevanti ai fini dell’informazione in particolari morbosi buoni solo a solleticare il voyeurismo del pubblico.

Quando si racconta un omicidio e si sceglie di indugiare sugli indumenti della vittima, soprattutto se legati all’espressione di genere o alla sfera dell’intimità, non si sta facendo informazione: si sta costruendo una narrazione che sposta l’attenzione dalla violenza subita alla vita privata di chi non può più difendersi. Nel caso di Roberto Guerrino, il modo in cui alcuni giornali hanno descritto il suo corpo e il suo abbigliamento contribuisce a alimentare stigma e pregiudizio verso le persone LGBTQIA+, insinuando che il contesto in cui vivevano o si esprimevano sia in qualche modo parte del problema.

Chiediamo che questo meccanismo si fermi qui. E chiediamo a chi ha sbagliato e riconosce l’errore di tentare, in qualche modo, di rimediare: per questo chiediamo ai direttori di giornali, dove possibile, di rimuovere quei dettagli dagli articoli. Piuttosto, in questa storia mancano le parole di cordoglio degli autorevoli committenti con cui Guerrino aveva lavorato e questo è davvero un segnale triste e preoccupante. Da parte nostra, voglio mandare il cordoglio di tutta Arcigay ai familiari di Roberto Guerrino e a tutte le persone che gli hanno voluto bene”, conclude Piazzoni.