Il Caso.
Una donna frequentava il corso di nuoto in una palestra sita nella capitale. Un giorno uscendo dalla doccia cadeva rovinosamente a terra, rompendosi un piede, a causa di un tappetino arrotolato solo parzialmente e la presenza di acqua sul pavimento che le impediva di mantenere l’equilibrio.
Per tale ragione si rivolgeva al Tribunale di Roma che condannava la palestra.
La palestra proponeva appello sottolineando che la caduta era ascrivibile al caso fortuito e che la Signora avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione.
Si arrivava, quindi, in Cassazione.
La Corte, con un’attenta analisi delle testimonianze, confermava la decisione della Corte d’Appello rilevando soprattutto che la Signora frequentava la palestra, che conosceva perfettamente le condizioni dello spogliatoio, che il tappetino era spesso arrotolato parzialmente.
Alla luce di questi elementi la Corte concludeva che se la Signora avesse prestato la dovuta attenzione allora il sinistro sarebbe stato evitabile.
