Catania – Dopo aver appreso che il governo siciliano aveva stanziato tre milioni di euro per avere a Comiso otto frequenze settimanali, senza peraltro attivarle, Claudio Melchiorre, presidente del Mec ha denunciato i contributi per il traffico aereo: “Pensare che la politica dei trasporti si faccia pagando il traffico aereo porta alla bancarotta, non all’aumento di traffico”.
Secondo il Movimento Elettori e Consumatori la politica dei contributi costa e non produce risultati strutturali.
“In Sicilia si spendono fino a centocinquanta milioni di soldi pubblici che vengono versati alle compagnie aeree. Considerato che il ricavo netto totale, al netto delle tasse e dei costi d’impresa delle compagnie aeree che operano dalla Sicilia può essere stimato in settecento milioni, oltre il 20 % dei profitti delle compagnie aeree è pagato con le nostre tasse. In sostanza, paghiamo cari i biglietti e paghiamo in più una rendita attraverso le tasse. Se le imprese sanno che possono mungere soldi pubblici, ovviamente tenderanno a chiederli e a incassarli, pronti a sospendere le loro attività commerciali se non li ottengono. Il fatto che operino spesso in regime di monopolio semplifica il tutto”.
Il Mec spiega che questa mole di denaro procura anche un danno secondario: “Con i contributi pubblici si mascherano anche le inefficienze degli aeroporti. Comiso, per esempio, offre condizioni commerciali particolarmente gravose a tariffa piena. Segno che i costi di produzione sono eccessivi. Quindi, se l’aeroporto di Comiso non lavora, il problema sta nei costi di gestione. Quindi, il problema è la Sac, l’impresa che Schifani vuole privatizzare anche se è palesemente inefficiente e quindi sarà svenduta, nonostante operi in regime di monopolio.”
Il Mec ha quindi ribadito che il movimento e i comitati Vussia e Cassutta sono contrari alla privatizzazione. “Chiunque, compresi osservatori e comitati che accettino l’idea di far vendere gli aeroporti siciliani senza che la Sicilia abbia una capacità di arrivi e partenze di almeno cinquanta milioni di passeggeri, porta un colpo mortale all’economia siciliana dei prossimi lustri.”
