La vigilia della Maturità 2026 ripropone il consueto fenomeno della disinformazione tra i candidati. Una parte significativa di studenti confida ancora nella possibilità di intercettare le tracce d’esame sul web o di aggirare i divieti sull’uso della tecnologia in aula.
I dati sono stati estrapolati dall’indagine annuale condotta da Skuola.net su un campione di 1.000 maturandi, diffusa in occasione del lancio della 19° edizione di “Maturità al sicuro”, la campagna informativa promossa dal Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica.
Un’iniziativa che, partendo dall’analisi dei comportamenti e delle credenze dei maturandi, punta a smontare le fake news legate all’esame di maturità e a garantire uno svolgimento sereno delle prove.
Il monitoraggio evidenzia che il 20 per cento dei candidati ritiene ancora possibile reperire informazioni utili in rete prima dell’inizio ufficiale delle prove: il 13 per cento è convinto che circoleranno in anticipo gli argomenti d’esame mentre il 7 per cento ritiene di poter trovare il testo integrale delle tracce dei temi.
Questa percezione distorta si riflette sui comportamenti dei maturandi alla vigilia degli esami: il 16 per cento del campione dichiara l’intenzione di rimanere sveglio durante la notte o di attivarsi all’alba per monitorare i canali social alla ricerca di indiscrezioni.
Se l’85 per cento degli studenti è a conoscenza dell’obbligo di consegnare lo smartphone alla commissione prima della prova, pena l’esclusione dall’esame, il restante 15 per cento ritiene erroneamente di poter conservare il telefono in tasca purché spento o ipotizza che l’uso comporti unicamente una riduzione del voto finale.
Invece, quasi uno studente su 5, il 19 per cento, potrebbe rischiare l’esclusione dagli esami per colpa dello smartwatch: il 16 per cento pensa di poterlo tenere al polso a patto che sia disconnesso da internet, mentre il 3 per cento crede di poterlo usare senza alcuna limitazione.
In merito ai dispositivi tecnologici e app che consentono di usare l’intelligenza artificiale senza connessione, il 23 per cento è convinto di poterli portare in aula, credendo erroneamente che basti “non comunicare con l’esterno” o che le conseguenze di un eventuale richiamo si limitino a una banale penalità sul voto.
In tutti questi casi è prevista l’invalidazione della prova e l’esclusione immediata del candidato dall’esame di Stato.
Per contrastare la diffusione di tali condotte e delle relative fake news, la Polizia di Stato e Skuola.net hanno attivato diversi canali di supporto. La campagna di quest’anno include la pubblicazione di contenuti video realizzati in collaborazione con la content creator Giusy di Fratta dell’Associazione creator economy Italia.
Oltre al monitoraggio dei portali informativi, gli operatori del commissariato di P.S. online restano attivi per rispondere ai quesiti tecnici degli studenti. Le attività informative culmineranno questa sera alle 20 con una diretta streaming su Skuola.net, a cui prenderanno parte rappresentanti della Polizia di Stato e dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale per ribadire le procedure ufficiali di svolgimento delle prove d’esame e augurare ai ragazzi un grande in bocca al lupo.
