«È tempo di introdurre l’Educazione ai Media come materia curricolare in tutte le scuole italiane, dalla scuola secondaria di primo grado fino al conseguimento del diploma. Diversamente, resteremo ancorati a puri slogan privi di efficacia educativa»: lo dichiara Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e docente di Infanzia, adolescenza e nuovi media presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.
Marziale sottolinea che la formazione digitale non può più essere limitata a interventi sporadici o progettualità occasionali: «Occorrono lezioni giornaliere, condotte da docenti laureati in Scienze della Comunicazione, preparati a gestire tematiche come l’informazione, l’uso consapevole dei social network, la tutela della privacy e la prevenzione del cyberbullismo».
Secondo il sociologo: «Solo una presenza stabile dell’Educazione ai Media nei curricula scolastici potrà consentire ai giovani di sviluppare uno sguardo critico nei confronti dei contenuti digitali e dei messaggi mediatici, diventando cittadini consapevoli e responsabili».
«La scuola è il primo presidio educativo di una società – conclude Marziale – e deve essere in grado di formare non solo competenze, ma coscienze, anche e soprattutto nell’universo digitale in cui i ragazzi vivono quotidianamente».
