Innovazione, il Mezzogiorno ancora indietro. La metamorfosi di Reggio Calabria

Il nuovo numero del Rapporto Sud del Sole 24 Ore in edicola con il quotidiano venerdì 25 giugno in Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna dedica l’ampio focus di apertura allo stato di salute del settore dell’innovazione nelle regioni del Sud riportando i dati del Report 2020 sugli incubatori e acceleratori italiani realizzato da Social Innovation Monitor (Sim), con base al dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino.

 

Rispetto all’anno scorso i ricercatori hanno verificato un aumento del numero di incubatori individuati in Italia che sono passati da 197 a 212 (in crescita dell’8%) ma quasi tutti si trovano al Nord o al Centro. «Circa il 57% della popolazione di incubatori si trova in Italia settentrionale. La Lombardia è la regione che ospita il maggior numero di incubatori, con il 26% del totale, seguita da Emilia-Romagna, con il 13%, e Lazio, con il 9%. L’area meridionale e quella insulare sono le zone in cui vi è il minor numero di incubatori». Quasi l’80% delle startup incubate si trova in Italia settentrionale.

L’area meridionale e insulare è di fatto la zona in cui il numero di startup incubate è minore, chiarisce il Rapporto Sud di venerdì 25 giugno: ma si riscontra rispetto all’anno precedente una maggiore rappresentatività di startup incubate nel Mezzogiorno e Isole. Guardando la cartina si vede come in Sicilia vi sia un incubatore ogni 488mila abitanti, in Campania uno ogni 571mila abitanti, in Puglia uno ogni 395mila, in Sardegna uno ogni 322mila e in Basilicata un incubatore ogni 184mila abitanti. In totale nelle regioni del Sud sono presenti 40 incubatori. La Regione con la più bassa densità di incubatori per chilometro quadrato è la Calabria (uno ogni 7611 chilometri quadrati) che è anche la regione con il numero minore di incubatori rispetto agli abitanti.  

  

Il Rapporto Sud riporta anche lo studio di Banca Ifis sul territorio pugliese. Per il quale nella regione è evidente la presenza di aree di eccellenza nella meccatronica, nell’aerospazio, nell’agricoltura 4.0 ma nella media si osserva una propensione agli investimenti inferiore rispetto alla media nazionale. Se in media in Italia il 42% delle imprese ha realizzato investimenti materiali o immateriali nel biennio 2020-2021, tale percentuale scende al 35% per le aziende pugliesi. Inferiore è anche l’adozione di tecnologie digitali dell’universo 4.0.  

  

Rigenerazione urbana. La metamorfosi di Reggio Calabria: con interventi in atto o in fase di definizione da 450 milioni (finanziati da Patti per il Sud, Pon Metro, decreto Reggio Calabria, Recovery Plan) il capoluogo calabrese ha avviato un’opera di riqualificazione urbana che la porterà a diventare “città policentrica” e dei quartieri. Ma la vera occasione è legata ad Alta velocità e Ponte sullo Stretto. Nell’inserto del Sole 24 Ore dedicato ai territori del Sud Italia tutti i progetti al centro della riqualificazione della città compreso quello del Museo del Mare progettato da Zaha Hadid da 53 milioni di euro. 

 

Acqua. Gori, la società di gestione del ciclo delle acque in Campania, nel 2020 ha registrato meno perdite (-5,87%) e più investimenti: il bilancio approvato e certificato evidenzia una crescita della spesa pro capite dai 25,8 euro del 2018 ai 42,45 dell’anno scorso. Il Rapporto Sud parla della legge di bilancio di sostenibilità di cui si è dotata la Gori, la società di gestione del ciclo integrato delle acque di 74 Comuni campani. Eliminati dal Sarno gli scarichi di 150mila abitanti, aperto il dialogo con le popolazioni e con l’industria conserviera, ridotte le perdite idriche del 5,87%, abbattuta la produzione dei fanghi del 50%: sono alcune delle partite più importanti del bilancio legate a investimenti pro capite cresciuti dai 25,8 del 2018 ai 42,45 del 2020 (si pensi che dal Lazio in su gli investimenti medi sono di 60 euro pro capite mentre il Sud tocca il minimo di 26). «Il bilancio di sostenibilità nasce dalla volontà di raccontare e rendicontare, tutte le azioni orientate a migliorare le condizioni generali del nostro territorio e creare valore condiviso. Esse rappresentano la chiave attraversocui Gori entra all’interno della comunità», spiega al Rapporto Sud del Sole 24 Ore l’amministratoredelegato di Gori, Vittorio Cuciniello. Per il suo impegno in questo senso, Gori ha recentemente ricevuto il premio “Top Utility” 2021 nella categoria Sud, affermandosi come miglior utility del Meridione, nell’ambito dello studio su “Le performance delle utility italiane – Analisi delle cento maggiori aziende dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti”, promosso da Althesy. 

  

Nuove regole per contrastare l’abusivismo, un quadro normativo chiaro per adeguare gli alberghi, incentivi economici per attrarre investimenti soprattutto nelle strutture di fascia alta, aiuti economici agli alberghi per aiutarli ad adeguarsi alle nuove indicazioni normative. Ma soprattutto una maggiore e stabile programmazione degli eventi. In sintesi un cambio di passo per fare del turismo siciliano una vera e propria industria delle vacanze. Sono questi i punti sviluppati dall’assessore regionale al Turismo della Regione siciliana Manlio Messina che al Rapporto Sud del Sole 24 Ore in edicola venerdì 25 giugno racconta alcuni punti del disegno di legge di riforma del settore turistico nell’isola. Il testo, che dovrebbe approdare a giorni all’Assemblea regionale siciliana, punta, dice l’assessore «a modernizzare un settore su cui non si interviene da parecchi anni. La filosofia della norma su cui lavoriamo da più di un anno è di mettere la Sicilia al passo di altre mete turistiche e soprattutto mettere il turismo al centro dell’azione di questo governo e dei governi che verranno. Portare il settore dall’attuale 10% del Pil regionale al 30 per cento». 

  

Tecnologia. In Puglia cresce ancora il distretto Ict ma non si trova personale qualificato. I processi di digitalizzazione accelerati dalla pandemia spingono i fatturati delle aziende del settore che dà lavoro a 5.000 persone ma si trova ad affrontare il nodo della poca disponibilità di neolaureati. Sotto accusa il sistema formativo, rivela il Rapporto Sud del Sole 24 Ore di venerdì 25 giugno dove si legge che, dopo il calo del 2,4% registrato nel 2020, il mercato del digitale pugliese – in valore appena sotto i tre miliardi – recupera posizioni riavviando la crescita costante registrata negli ultimi anni. Al netto delle difficoltà per le imprese di trovare tutte le figure professionali specifiche che il sistema universitario riesce a formare solo in parte, la corsa è ripresa.