IL TAR CONDANNA LA PROVINCIA DI BOLZANO CHE AVEVA DECRETATO L’UCCISIONE DI QUATTRO LUPI

Il TAR di Bolzano ha condannato la Provincia autonoma di Bolzano, accogliendo il ricorso presentato dalle associazioni LAV, LNDC e WWF Italia, difese dagli avv.ti Letrari e Pezone, che avevano impugnato il provvedimento di uccisione di quattro lupi emanato dalla Provincia senza tener conto delle indicazioni scientifiche di ISPRA. Il TAR ha in particolare rilevato come freddare quattro esemplari a seguito di alcuni attacchi subiti da greggi al pascolo risultasse immotivato, anche perché non risultava fossero stati predisposti idonei strumenti di prevenzione dalle predazioni. La Provincia è stata quindi condannata a pagare le spese processuali in favore delle ricorrenti.

Nelle stesse ore in cui veniva emanato il provvedimento del TAR è stato ritrovato il corpo di un anziano che presentava ferite riconducibili all’attacco di canidi. Questa notizia è stata subito diffusa da numerosi media, da ambienti venatori e dai politici vicini a questo mondo, tutti giunti ad una decisione sommaria e definitiva: la colpa è del lupo, si deve aprire la caccia ai lupi. Le successive analisi scientifiche hanno invece dimostrato che la tragica morte dell’uomo è stata causata da assideramento.

Il lupo è sempre più vittima di pregiudizi e accuse che oramai hanno raggiunto un livello preoccupante. Una miscela di disinformazione e terrorismo mediatico che ha costruito un’immagine del lupo completamente avulsa dalla realtà al solo fine di difendere gli interessi di una categoria che non vuole adottare le misure di prevenzione delle predazioni in modo da alimentare il disagio di allevatori e la paura dei cittadini sfruttandolo per fini elettorali e di potere. Allo stesso tempo la politica provinciale, in deflagrante contrasto con le indicazioni della Commissione Europea, ma preoccupata di sostenere le pretese della lobby di alcune rappresentanze degli allevatori locali, a giugno scorso ha approvato una Legge che consente l’uccisione dei lupi nel 98% delle malghe della provincia.

“Siamo molto soddisfatti della sentenza emessa dal TAR di Bolzano – dichiarano LAV, LNDC e WWF – è stata sancita chiaramente l’illegittimità delle condanne a morte dei lupi sottoscritte dal presidente Kompatscher nonostante i pareri contrari di ISPRA e Osservatorio Faunistico Provinciale, non sono tollerabili crudeli scorciatoie che si fanno gioco della scienza al solo scopo di raccogliere consenso elettorale. Allo stesso tempo siamo preoccupati delle ripercussioni, anche sulla pubblica sicurezza, causata dall’assenza di investimenti sulla prevenzione che servano a educare i cittadini a relazionarsi in maniera corretta con la fauna selvatica. La disinformazione è un rischio per tutti e sapere che ci sono politici che costruiscono campagne elettorali sulla disinformazione è inquietante. In Italia il vero pericolo non sono i lupi ma gli sciacalli dal grilletto facile”.

La pronuncia del TAR di Bolzano dimostra che solo l’adozione dei migliori sistemi di prevenzione delle predazioni, quali ad esempio le recinzioni elettrificate, i cani da guardiania e la presenza del pastore, possono tutelare le attività di allevamento sui territori dove sono ritornati i lupi. Gli espedienti inventati dalla politica e il clima di terrore fomentato dall’associazione degli allevatori con la complicità di alcuni media locali, sono solo beceri tentativi di aggirare le indicazioni della Commissione Europea che avranno l’effetto di aggravare ancora di più lo scontro sociale con pesanti ripercussioni sulla vita dei cittadini della provincia.

“Non ci accontentiamo di questa cristallina vittoria, al prossimo tentativo di uccidere anche un solo lupo, chiederemo alla Corte costituzionale di cancellare la Legge bolzanina sulle aree pascolive protette, che consente l’uccisione dei lupi, perché in fragoroso contrasto con le norme europee – concludono le associazioni”.