Le compagnie aeree del Golfo Persico – essenzialmente Emirates, Qatar Airways ed Etihad – in questi ultimi venti anni sono state tra le star del trasporto aereo. Emirates da sola, l’anno scorso, ha trasportato più di 55 milioni di passeggeri, con Dubai che è diventato il più trafficato aeroporto al mondo. Nei pochi giorni da quando è iniziata la guerra in Medio Oriente e Iran queste compagnie sono quasi crollate.
Con “giubilo” dei vettori europei (Klm-Air France, Lufthansa e British Airways) che si erano viste negli anni erodere passeggeri. “Giubilo” che deve fare però i conti con le difficoltà, per le rotte asiatiche, di dover passare per corridoi stretti sopra Georgia, Azerbaijan e Asia centrale (quelli russi, dopo l’invasione dell’Ucraina, non sono praticabili). Non solo ma – altra difficoltà – i vettori europei non hanno al momento buona disponibilità di ulteriori aerei in grado di coprire senza scalo le rotte verso l’estremo Oriente. Ricaduta anche in Usa con United e Delta che hanno aumentato la capacità di lungo raggio. Ci ha guadagnato, grazie alla sua posizione geografica, anche Turkish Airlines. E ci guadagnano anche alcune compagnie dell’estremo Oriente (Singapore Airlines, Cathay Pacific, Air India e Qantas) con più voli verso l’Europa.
Sul piano azionario, secondo Bloomberg, Lufthansa ha perso il 17%. British Airways il 23 e Klm-Air France il 27%. Tutte le compagnie stanno facendo i conti con l’aumento dei prezzi del carburante e l’aumento delle tariffe. E’ bene sapere, per passeggeri e investitori, che il comune denominatore è INCERTEZZA.
I passeggeri che devono riferirsi a una offerta ristretta e più costosa rispetto a prima. E, per i turisti, forse è il momento di rinviare alcune destinazioni a tempi migliori.
Gli investitori che, invece, sono “in agguato” sulle potenzialità delle compagnie europee, è bene che considerino che, allo stato queste compagnie non stanno guadagnando. C’è potenzialità, ma questa deve fare i conti con problemi tecnici specifici, costi dei carburanti e – soprattutto – un contesto geopolitico che sembra difficile si stabilizzi a breve.
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
