“Quando la giustizia smette di essere tale e diventa un macigno sui cittadini, la tragedia prende spazio nella cronaca. Ieri si è tolto la vita il notaio Tino Santangelo: politico, già vicesindaco di Napoli.
La sua è una vicenda dolorosa e, purtroppo, fin troppo ricorrente nel nostro Paese: quella della malagiustizia. La rinuncia alla prescrizione, la condanna, poi l’assoluzione; infine un nuovo processo da rifare, giunto dopo quindici anni. Un tempo infinito, disumano, che consuma le persone prima ancora delle sentenze. Oggi possiamo dirlo senza esitazione: Tino Santangelo è morto da innocente.
È morto nonostante tutto, nonostante i tempi intollerabili della giustizia, nonostante l’incapacità delle nostre istituzioni di tutelare i diritti dei cittadini, invece di spingerli, talvolta, verso gesti tragici. La separazione delle carriere non sarà l’antidoto, ma deve rappresentare l’inizio di un nuovo sguardo su ciò che accade nei tribunali: uno sguardo più umano e rigoroso. Uno sguardo finalmente coerente con la nostra Costituzione e con l’idea stessa di giustizia come presidio di dignità. Alla sua famiglia rivolgiamo le nostre condoglianze”, dichiarano in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, e Bruno Gambardella, Presidente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.
