Diagnosi in ritardo, vite in attesa: l’endometriosi resta una delle patologie più invisibili della medicina moderna. Questa condizione infiammatoria cronica colpisce, nel mondo, circa 1 donna su 10 in età riproduttiva, causando dolore pelvico spesso debilitante, infertilità e un impatto profondo sulla qualità della vita.
Eppure, nonostante la sua prevalenza, rimane una delle patologie più sottodiagnosticate: in media, infatti, ci vogliono dagli 8 ai 10 anni per ricevere una diagnosi, fino a un massimo di 14 anni nel caso delle adolescenti. I dati più recenti confermano una tendenza allarmante: secondo un’analisi di Epic Research, istituto di ricerca specializzato nell’analisi di cartelle cliniche elettroniche, condotta su oltre 300 milioni di record sanitari di pazienti provenienti da ospedali e cliniche di Stati Uniti, Libano e Arabia Saudita, infatti, il tasso di diagnosi di endometriosi ogni 10.000 pazienti è aumentato del +32% tra il 2017 e il 2024, con la fascia d’età tra i 35 e i 49 anni che risulta essere la più colpita con un tasso di diagnosi di 85,4 casi ogni 10.000 pazienti nel 2024. Un incremento che non è solo frutto di una maggiore attenzione clinica, ma riflette una crescita reale del fenomeno e il lungo ritardo diagnostico con cui le donne arrivano all’osservazione medica.
L’endometriosi può influenzare la qualità della vita sotto più punti di vista: per molte donne, affrontare questi disturbi significa dover fare delle rinunce o dover adattare le proprie abitudini quotidiane. A volte, la malattia può incidere in modo significativo anche sulla fertilità e sulla salute riproduttiva tanto che si stima che fino al 50% delle donne con endometriosi incontra delle difficoltà nella ricerca di una gravidanza spontanea.
Molte donne con endometriosi minima o lieve riescono a concepire spontaneamente. Nelle forme moderate o severe, soprattutto se la donna è in età avanzata, la capacità riproduttiva può essere notevolmente ridotta. La pratica clinica prevede il ricorso a un approccio multidisciplinare e personalizzato per aumentare le chances riproduttive. Questo può includere: la terapia farmacologica, utile per ridurre l’infiammazione e gestire la sintomatologia; il ricorso all’intervento chirurgico per rimuovere le lesioni endometriosiche e ripristinare la funzionalità degli organi riproduttivi; la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) per supportare il concepimento in presenza di ostacoli significativi; il social freezing o crioconservazione degli ovociti, per preservare la fertilità qualora la paziente, in giovane età, desideri posticipare la gravidanza ad un momento successivo. L’esperienza clinica e i continui progressi in ambito medico permettono di affermare che endometriosi e gravidanza, un tempo considerate difficili da conciliare, oggi possono trovare un punto di incontro.
Proprio in questo contesto si inserisce Sestre, startup femtech italiana che integra ricerca scientifica e tecnologia per sviluppare protocolli a supporto della fertilità femminile e del benessere mestruale, con un approccio che valorizza le evidenze nutrizionali della dieta mediterranea. Il modello operativo di Sestre è multidisciplinare: clinica, nutrizione, epigenetica e innovazione tecnologica convergono in una rete coordinata di professionisti e ricercatori focalizzata sulla salute riproduttiva femminile. “L’endometriosi è ancora troppo spesso una patologia con un ritardo di diagnosi pari a 10 anni, quando ormai il danno fisiopatologico è già concretizzato. Stress ossidativo, infiammazione cronica e disbiosi intestinale sono coinvolti nella sua progressione fin dalle fasi precoci, e la nutrizione è uno degli strumenti più sottovalutati per intervenire su questi processi in forma preventiva per il progredire della patologia.
Ma proprio su questo razionale abbiamo costruito BeFriend: uno studio clinico che misura,
tra gli altri, l’MDA, il malondialdeide, marker primario di perossidazione lipidica, per quantificare
oggettivamente la risposta dell’organismo a un intervento nutrizionale e integrativo combinato” dichiara Anna Borraccino, biologa nutrizionista, esperta in fertilità e PMA, membro del Comitato scientifico di Sestre.
BeFriend (benessere femminile attraverso supporto integrativo e alimentare) è uno studio clinico osservazionale pilota avviato nel 2025, tra i primi in Italia a valutare sistematicamente l’efficacia di un intervento integrato nutrizionale-nutraceutico nella gestione precoce della dismenorrea e nella prevenzione dell’endometriosi. Lo studio coinvolge donne under 35 con dismenorrea e segni ecografici indiretti di adenomiosi, suddivise in un gruppo di intervento, che segue un piano alimentare personalizzato abbinato agli integratori Endocure e Colon, e un gruppo di controllo con standard of care. Gli endpoint valutati comprendono l’intensità del dolore mestruale (scala VAS), biomarcatori di stress ossidativo (MDA) e infiammazione (CA-125), qualità della vita (DV-QoL12) e funzionalità intestinale.
Perché la ricerca da sola non basta, accanto all’impegno scientifico, la startup è in campo anche sul fronte della sensibilizzazione pubblica. Il 27 marzo, la startup organizza un open day presso un centro polispecialistico di Firenze, mettendo a disposizione gratuitamente un’équipe multidisciplinare, composta da ginecologi, nutrizionisti, psicoterapeuti e fisioterapisti, per aiutare le donne, con consulenze specialistiche, ad identificare il corretto approccio terapeutico. Il 28 marzo, in occasione della Giornata Nazionale per la Sensibilizzazione sull’Endometriosi, la città di Firenze sarà il palcoscenico italiano di Endomarch, la marcia mondiale che ogni anno porta nelle piazze di oltre 70 Paesi in tutto il mondo migliaia di persone per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica su questa patologia. L’iniziativa di cui Sestre è sponsor tecnico, si svolge nell’ambito della EndoWeekExperience ed è organizzata da A.L.I.C.E. ODV – Associazione Lotta Italiana per la Consapevolezza sull’Endometriosi, in collaborazione con il Comune di Firenze. L’iniziativa, giunta alla sua VI edizione, porta il titolo “Facciamo luce sull’endometriosi”: un vero e proprio invito rivolto alle Istituzioni e all’opinione pubblica. “L’endometriosi continua a essere sottostimata e sottotrattata, con conseguenze profonde sulla qualità della vita di milioni di giovane donne e un impatto diretto sulla fertilità. Partecipare a Endomarch significa portare nelle piazze quello che i dati già ci dicono: servono diagnosi più rapide, più ricerca e istituzioni che riconoscano questa malattia come una priorità assoluta di salute pubblica.” dichiara Sabrina Fiorentino, CEO e responsabile scientifica di Sestre.
