Federalberghi Palermo, a Pasqua boom di prenotazioni da turismo internazionale

Palermo si conferma una tra le principali destinazioni turistiche del Mediterraneo anche a Pasqua, dove si registra un andamento positivo delle prenotazioni alberghiere, soprattutto dal segmento internazionale.

Secondo le stime di Federalberghi Palermo, l’occupazione media delle strutture ricettive si attesta su percentuali elevate, con picchi prossimi al tutto esaurito nei giorni centrali delle festività. A trainare la domanda sono soprattutto i mercati esteri, che continuano a rappresentare una quota sempre più significativa dei flussi turistici in città.

La confermare di questo trend arriva anche dai dati diffusi dall’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo, che registra nel periodo dall’1 al 7 aprile il transito di circa 201 mila passeggeri complessivi, con un incremento del traffico internazionale del 15%.

“La Pasqua non è più un test, è una conferma – dice Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo – La città sta dimostrando di avere finalmente un’identità turistica riconoscibile e competitiva a livello internazionale. I numeri non ci sorprendono più, ci responsabilizzano”.

In questo primo scorcio di primavera, il segnale che arriva dalle presenze turistiche indica una trasformazione strutturale in atto: Palermo non è più una destinazione stagionale, ma una città capace di attrarre visitatori tutto l’anno, grazie a un’offerta integrata che unisce cultura, enogastronomia, eventi e qualità dell’accoglienza.

“Ciò che stiamo osservando – continua la leader degli albergatori palermitani – è un cambiamento profondo nella domanda. Chi arriva oggi non cerca solo una destinazione, ma un’esperienza autentica. E questo ci impone di alzare continuamente il livello della qualità, dei servizi e della visione. Adesso, la vera sfida non è riempire le camere nei giorni di festa – conclude la presidente di Federalberghi Palermo – ma costruire continuità, trasformare ogni periodo dell’anno in un’opportunità. Per questo parliamo sempre meno di destagionalizzazione e sempre più di stagionalità differenziata”.