Il decreto su Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico è ufficialmente convertito in legge con il voto di oggi al Senato.
“Siamo allarmati da una persistente ideologizzazione del tema e della parola Sessualità intesa solo come mera pratica sessuale. Sessualità e affettività sono un binomio inscindibile: proprio nei primi anni di vita si pongono le basi per l’apprendimento di affettività e relazioni, sia in famiglia, sia a scuola e negli ambienti di apprendimento. Vietare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole dell’infanzia e primaria significa oscurare questi passaggi. Richiedere un’autorizzazione preventiva ai genitori su questi temi, con procedure così restrittive delineate dal Decreto, significa compromettere la funzione propria della scuola pubblica di contrastare le diseguaglianze, impedire di iniziare sin dai primi anni di vita a prevenire la violenza di genere” commenta Maria Sole Piccioli, responsabile area Education ActionAid.
Dalla recente ricerca condotta da ActionAid insieme a Sylla/Webooh emerge chiaramente che gli adulti con figli sono in linea con le opinioni di più di 14.000 adolescenti interpellati. Quasi 8 genitori su 10 sostengono l’introduzione dell’educazione alla sessualità e all’affettività come parte integrante della scuola dell’obbligo. La stessa non dovrebbe limitarsi alla biologia, ma includere soprattutto valori come il consenso, il rispetto reciproco e la prevenzione dei rischi. L’aspetto relazionale ed emotivo ha un peso quasi pari a quello sanitario. Secondo i genitori, l’educazione alla sessualità e all’affettività dovrebbe essere affidata soprattutto a professionisti esterni ed esperti, senza però escludere il ruolo fondamentale della famiglia e di insegnanti formati.
A nulla sono servite le numerose audizioni tenutesi a partire dal passaggio alla Commissione della Camera dei Deputati da luglio 2025, gli emendamenti proposti e le mobilitazioni di reti (Educare alle Differenze e CRC- Coordinamento italiano Convenzione Infanzia e Adolescenza – di cui ActionAid è parte attiva), di movimenti studenteschi e anche di una componente delle associazioni rappresentative dei genitori. Questo Decreto mette ancora più in evidenza la grande incoerenza tra l’attuale quadro normativo italiano e l’approccio della Comprehensive Sexuality Education (CSE), promosso dai due principali organismi internazionali che si occupano di educazione e di salute, Unesco e OMS.
