A seguito della sanzione di 31,8 milioni di euro irrogata dal Garante per la Protezione dei Dati Personali a Intesa Sanpaolo, il Codacons esprime profonda preoccupazione per la vulnerabilità dei sistemi di controllo del mondo bancario emersa dall’istruttoria.
Non si tratta solo di una questione numerica o sanzionatoria, ma di un principio fondamentale di civiltà digitale: al di là del caso specifico, il dato personale, specialmente quello bancario che riflette la vita privata, i sacrifici e le abitudini dei risparmiatori, deve essere considerato un bene sacro e inviolabile – afferma il Codacons.
La fiducia è il pilastro su cui poggia l’intero sistema creditizio, e qualsiasi violazione della privacy dei correntisti fa venire meno quel patto di riservatezza che lega il cliente agli istituti di credito. La sanzione del Garante conferma che la sicurezza in tema di dati personali degli utenti non può essere un elemento accessorio, ma deve essere una priorità delle aziende – conclude l’associazione.
