Catania nel caos tra sparatorie e commissariamenti: il sindaco smetta i panni del moralizzatore e pensi a governare

Catania – Mentre in città esplodono focolai di violenza l’amministrazione Trantino continua a navigare a vista: dalla sicurezza al piano regolatore, dai trasporti ai servizi sociali, dallo scempio di verde pubblico fino al commissariamento del rendiconto.

La recente scia di sparatorie che ha scosso Catania, insieme all’arresto di un giovane legato a famiglie note della criminalità locale, dimostrano che la città vive una situazione di gravissimo allarme.

Eppure, di fronte a episodi che mettono a rischio l’incolumità dei cittadini e la reputazione della città, l’amministrazione comunale rimane in silenzio, incapace di affrontare i nodi strutturali.  Nel frattempo il vicepresidente del Consiglio comunale viene sorpreso a occupare abusivamente il suolo pubblico. Questioni molto diverse, ma che raccontano la stessa realtà: a Catania chiunque sembra potersi permettere di fare ciò che vuole, persino chi ricopre incarichi istituzionali.

Il Sindaco Trantino parla di “reati in calo” e invita i cittadini a dare soldi ai balordi e denunciare dopo; un giorno ringrazia i militari e il giorno dopo li dichiara inutili. Ma la realtà è un’altra: Catania sembra abbandonata a se stessa.

Il Piano regolatore generale non arriva, del piano del traffico neanche l’ombra, il trasporto pubblico resta un miraggio. Sul fronte delle attività produttive, però, si propone una stretta significativa sui dehors, con un Regolamento iper restrittivo e inapplicabile, che difficilmente vedrà la luce così come proposto.

I servizi sociali sono stati spostati nella sede di via Dusmet con la chiusura di presidi importanti come la sede della circoscrizione di Monte Po. A questo si aggiunge il commissariamento per il rendiconto, che certifica l’incapacità amministrativa.

Non basta fare lo sceriffo sui rifiuti o predicare il rispetto delle Regole con i cittadini se non si riescono a garantire i servizi minimi.  Serve affrontare i macro temi della città: perché l’illegalità si combatte anche e soprattutto dentro gli uffici comunali, dove inefficienza e opacità continuano a prosperare.

Il sindaco smetta di fare propaganda e si assuma fino in fondo la responsabilità di guidare la città. Chieda con forza al governo nazionale il potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio, mentre sul lungo periodo pianifichi massicci investimenti nei servizi e nel sociale. Se non è in grado di farlo, si faccia da parte.

Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio

Consiglieri comunali M5s