ANAAO SU COMMISSIONE MINISTERO SALUTE SU MEDICINA DIFENSIVA

Una massima della prima Repubblica recitava “quando non vuoi risolvere un problema, insedia una commissione”. Nemmeno la terza repubblica sembra sfuggire a questa logica, almeno a leggere l’insediamento da parte dei Ministro della salute di una nuova Commissione consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

E l’annuncio di una nuova proposta legislativa che andrebbe ad aggiungersi alle 7 giacenti da anni alla Commissione affari sociali della Camera dei Deputati. Ferme, senza nemmeno riuscire a confluire in un testo unico. Siamo di fronte ad un atto di sfiducia ed una delegittimazione non solo degli addetti ai lavori, ma anche dei parlamentari, destinati ad essere bypassati dai consulenti del ministro.

Aspettiamo ora l’ennesimo documento dell’ennesima commissione di esperti, come se in questi anni niente fosse stato detto da parte delle organizzazioni sindacali e delle società scientifiche e nessuna ipotesi di soluzione fosse stata avanzata.

La medicina difensiva e la responsabilità civile penale e patrimoniale dei medici, gli unici esposti alla gogna mediatica che riduce ogni evento avverso alla categoria dell’errore, è un problema troppo serio per permettersi di perdere ulteriore tempo in tattiche dilatorie che troppo ricordano l’agitarsi a vuoto diffuso nella marina borbonica.