Il nuovo sistema di remunerazione delle farmacie non dovrà soltanto garantire certezze e stabilità ai titolari, dovrà anche essere il trampolino di lancio di una farmacia che mira a rivitalizzare i propri fatturati con i servizi e la deospedalizzazione dell’assistenza. Sarà questa – riferisce stamane Farmacista 33 – la piattaforma programmatica con cui da oggi Federfarma lavorerà al tavolo sulla riforma della remunerazione, al via stamattina al ministero della Salute. Queste almeno sono le indicazioni emerse ieri dal Consiglio delle Regioni, l’assemblea federale del sindacato: sul tappeto c’erano il modello ‘tedesco’ (quota fissa più margine) messo a punto dal Centro studi di Federfarma e il modello ‘svizzero’ (remunerazione dei servizi e delle prestazioni professionali) caldeggiato dall’opposizione (Piemonte, Umbria, Marche, Liguria, Lazio, Basilicata, Toscana e parte di Puglia e Veneto) e agganciato al progetto piemontese della farmacia di comunità. Anzichè riproporre contrapposizioni dialettiche del recente passato, il Consiglio ha trovato la convergenza sulla proposta di far confluire i due progetti in un unico modello, da portare al tavolo ministeriale dopo la pausa estiva. Un modello che sul fronte della dispensazione del farmaco dovra’ garantire saldi invariati per la spesa farmaceutica pubblica (come pretendeva la Manovra 2010) e sul fronte delle prestazioni professionali dovra’ assicurare redditivita’ attraverso meccanismi di pay for performance o pay for value: le farmacie, in sostanza, verranno pagate per quello che riusciranno a far risparmiare al Ssn in minori cure o minore spesa, una logica gia’ sposata dai medici di famiglia.
Con questo aggiornamento si concretizza anche un avvicinamento di posizioni tra le sigle che al tavolo Balduzzi rappresentano le farmacie: su un modello di remunerazione che valorizza la dimensione professionale della farmacia e la spinge verso servizi di governo clinico (compliance, gestione delle cronicita’ eccetera) erano gia’ orientati Fofi (ieri riunita in comitato centrale) e Assofarm, che oggi si presentera’ al dicastero con una proposta ricalcata sul Mur britannico (servizi a contratto).
