"Nelle carceri solo corpi ammassati, spesso malati e non curati. Fame, caldo e sporcizia abbondano nella gran parte degli istituti di pena italiani. Dentro questi luoghi, volutamente nascosti, avvengono le illegalità più immonde nei confronti di coloro che dovrebbero essere indirizzati verso la legalità". Così, in una nota, Irene Testa, segretaria dell’associazione ‘Il detenuto ignoto’ in occasione della visita del ministro della Giustizia, Paola Severino, al carcere napoletano di Poggioreale.
"Dei quattro giorni appena trascorsi di sciopero della fame e di silenzio promossi dal Partito Radicale non se ne è saputo nulla, tranne pochissime eccezioni, sui media nazionali, ma il silenzio di migliaia di cittadini costretti ormai a vivere peggio di animali, e dei loro familiari, dev’essere arrivato comunque alle orecchie della ministra Severino dal momento che – si legge in una nota – oggi, anziché voler prendere atto e denunciare la gravità della situazione emergenziale, tenta di nascondere la realtà, arrivando addirittura ad elogiare il carcere di Poggioreale, uno dei più sovraffollati d’Italia dove il numero dei detenuti è ormai circa il doppio della sua capienza regolamentare".
Per Testa, dinanzi alla "strage di legalità" che si "consuma nelle nostre carceri, il ministro continua a non proporre nessuno strumento atto a ristabilire una parvenza di Stato di diritto, mentre del tutto inefficace, comprensibilmente, si è rivelato essere l’evanescente decreto salva-carceri, che non ha salvato un bel nulla, tantomeno il carcere di Poggioreale. Non è assolutamente questo il piglio che ci si aspettava da un ministro tecnico che – conclude la nota – appare del tutto disinteressato allo stato di conclamata illegalità in cui versano le carceri che amministra".
