Ciampi, c’è l’amara urgenza di agire

Sono ‘pensieri amari’ quelli che passano per la mente di Carlo Azeglio Ciampi di fronte a una ‘speculazione dissennata’ compiuta da settori della finanza internazionale. Una finanza che ‘necessita di essere regolamentate al fine di non mettere a repentaglio la stabilità del sistema bancario e finanziario’. L’ex Presidente della Repubblica interviene sul Sole 24 Ore e sottolinea quanto sia urgente agire per contrastare la crisi. Davanti ‘al caso JP Morgan e al suo ‘buco’ di due miliardi di dollari’ Ciampi sostiene che ‘è come se qualcuno dopo aver rimesso indietro le lancette ci facesse piombare in un deja-vu da incubo’. Per il presidente emerito la questione dei derivati è sicuramente ‘al centro di tutto’ ma ricorda anche che questi strumenti finanziari ‘possono svolgere ruoli di segno opposto a seconda dell’uso che gli uomini scelgono di farne’.
Ciampi ricorda la fine degli anni ’80, il periodo in cui ‘i cosiddetti derivati non rappresentavano un problema per il sistema bancario e finanziario internazionale’, anzi erano ‘un completamento dei mercati finanziari’. Dopo la crisi finanziaria ‘innescata dai mutui ‘subprime’ e gli scandali relativi a operazioni truffaldine effettuate nel comparto dei derivati da singoli soggetti o da banche – continua l’ex Presidente – non ha avuto un esito positivo la richiesta di misure di tipo normativo e operativo, invocate per ridurne drasticamente e renderne piu’ trasparente l’attività’. A questo punto, conclude Ciampi, ‘è urgente ritrovare alcune delle motivazioni che ispirarono le legislazioni bancarie della prima metà del secolo scorso e l’atteggiamento cooperativo che, alla fine, prevalse tra i negoziatori di Bretton Woods’.