FISCO: Sì A LENZUOLOMETRO PER CAPIRE GUADAGNI AFFITTACAMERE

Se l’affittacamere compra una montagna di lenzuola e poi dichiara corrispettivi irrisori, è legittimo che il Fisco possa avere qualche sospetto sulla fedeltà del contribuente. Insomma per combattere l’evasione fiscale, ok anche al ‘lenzuolometro’. A dare il placet è la Corte di Cassazione, secondo quanto riferisce Fiscoggi.it, la rivista on line dell’Agenzia delle Entrate. Con un ordinanza di fine 2011 ‘ha stabilito che è legittimo l’accertamento induttivo a carico dell’affittacamere, basato sull’acquisto di biancheria (lenzuola e coperte), poichè inerente l’esercizio di impresa’. Il contribuente, nel corso del giudizio, aveva sostenuto che acquistava questi beni (biancheria, coperte, asciugamani, e simili) non per la propria attività d’impresa ma ‘per conto e nell’interesse dei proprietari degli immobili’, di cui egli era gestore. ‘Ma la Cassazione – si legge su Fiscooggi – ha ritenuto poco credibile questa versione, proprio perche’ contraddetta da inconfutabili circostanze contabili e di fatto, considerato che tutti gli elementi di prova deponevano senza equivoco per un notevole avviamento dell’attività d’impresa, in contrasto con l’irrisorietà dei corrispettivi dichiarati’.
‘Si può quindi concludere affermando che dopo il ‘farinometro’, il ‘tovagliometro’ e il ‘bottigliometro’ – rileva il giornale delle Entrate riferendosi ad analoghe pronunce della magistratura registrate nel passato – la Corte suprema è venuta a occuparsi anche del ‘lenzuolometro’, dichiarando ancora una volta legittimo il metodo indiretto di controllo dei ricavi dell’impresa’.