Nichi Vendola si candida alle primarie del centrosinistra, ma è scontro tra Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini: il segretario Pd definisce "molto positiva" la decisione di Vendola. Il leader Udc si dice "inorridito" da una possibile alleanza Democratici-Sel. Scrive LA STAMPA: "Il dado e’ tratto. E qui cominciano i dolori. Quelli interni al Pd e quelli esterni, relativi ai rapporti con eventuali compagni di cordata (leggi Casini). Cominciamo dal Pd. Formalmente la candidatura del governatore pugliese è stata salutata con cori di giubilo. Bersani ha parlato di ‘bella giornata’ perchè in questa fausta data ‘allarghiamo il campo progressista’. Laura Puppato aggiunge che ‘finalmente nessuno potra’ piu’ dire che il Pd sta dando vita ad un congresso anticipato’. E quindi una competizione democratica estesa a tutto il centrosinistra, dimostra che il dibattito è ampio, eccetera, eccetera. Con lodi, benedizioni e plausi. Ma la discesa di Vendola nell’agone da’ una quantità di pensieri al Pd che metà basterebbero. Marina Sereni, dopo aver sviolinato anche lei alla ‘positiva decisione’ di Nichi, mette subito il candidato con le spalle al muro: lo sa o no che deve ‘prima’ accettare ‘come tutti gli altri candidati’, i 10 punti di Bersani che prevedono, tra l’altro, non solo ‘gli impegni assunti in Europa’, ma anche – e siamo alla questione – ‘un patto di legislatura con le forze moderate di centro per portare avanti un programma di riforme profonde che, anche dopo il voto, saranno necessarie e richiederanno una vasta alleanza politica e sociale’? Detta piu’ brutalmente: Nichi ci sta a governare con Casini? (ammesso che quest’ultimo ci stia a governare con lui?). Beppe Fioroni la mette giu’ ancora piu’ difficile: ‘Io ho il terrore – dice l’ex ministro dell’Istruzione – che al doppio turno, se ci sara’ il doppio turno, avremo uno che presenta un partito di sinistra di 30 anni fa (Vendola – ndr) e un altro con le scenografie di Forza Italia (Renzi – ndr). In quel caso non ci sara’ piu’ il Pd e ognuno di noi dovra’ fare altre scelte’. Sintesi dei dubbi sia di Sereni che di Fioroni: Renzi e Vendola sono incompatibili e, soprattutto, Vendola farebbe saltare l’alleanza faticosamente costruita con l’Udc di Casini. E veniamo, cosi’, ai problemi che questa candidatura pone agli alleati ‘moderati’ del centrosinistra. ‘Ma che c’entra Vendola con i moderati?’ ricorda Di Pietro in una intervista a ‘Pubblico’. Niente: e’ evidente. Tant’e’ che Pierferdinando Casini – moderato leader dei moderati – usa parole di fuoco contro un ipotetico esecutivo con Nichi: ‘Inorridisco – dice – all’idea che il futuro governo possa essere consegnato ad un’alleanza tra Bersani, persona regionevolissima, e Vendola, persona secondo me politicamente non adatta a poter governare un Paese’. Replica di Bersani: ‘Amichevolmente, certe parole sono un po’ forti – ha detto il segretario del Pd intervistato su YouDem – Inorridire? In un contesto politico di sinistra, progressista, di centrosinistra abbiamo portato l’Europa nell’euro mentre Pier Ferdinando inorridiva insieme a Berlusconi…’. Ma il problema resta e, mettendo insieme le perplessità di Casini con quelli di Fioroni (ma anche di Sereni) si può trarre una conclusione: fuori Vendola, o niente governo Pd-Udc (più supporter montiani)".
In un’intervista al CORRIERE DELLA SERA, il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, dichiara: ‘Con queste premesse il nostro comune viaggio rischia di non cominciare nemmeno. Vendola sappia che il Pd non farà nessun passo indietro rispetto alle riforme di Monti, perchè sarebbe un errore drammatico’. Inoltre ‘faremo in modo che nella prossima legislatura ci sia una conferma rigorosa dell’agenda Monti più due ‘s’, speranza e sociale, perchè solo così può ripartire la crescita. E voglio rivendicare il fatto che in questi mesi il bastone tra le ruote del governo lo ha messo il Pdl, non il Pd. Noi siamo quelli che hanno aiutato a trovare le soluzioni, tanto che sull’anticorruzione io chiedo al governo di andare avanti e di porre la fiducia’".
