Benzina choc, sfonda tetto 2 euro

"Per la prima volta – scrive Repubblica – la benzina supera la soglia psicologica dei due euro al litro anche sulla rete stradale ordinaria. E per la prima volta il costo di un pieno di benzina – 120 euro per riempire un serbatoio da 60 litri – supera la media del carrello alimentare delle famiglie italiane, stimato dall’Istat in 111 euro alla settimana. Accise, euro debole, una rete di distribuzione sovradimensionata e legata ancora ad un modello di sviluppo stradale che la crisi ha messo all’angolo, sono i motori dell’ennesimo choc per gli automobilisti e le famiglie, alle prese con un ritorno dalle vacanze amaro. E segnato dall’improvvisa impennata del prezzo della benzina arrivato – in Toscana e in alcuni impianti del Lazio – alla quota record di 2,008 euro al litro, col diesel su punte di 1,843 nel Meridione. Insomma, tempi duri per chi deve mettere benzina nel cuore della settimana, visto che ormai il 40 per cento dei rifornimenti avviene nei week end, quando i principali marchi scendono in guerra tagliando fino a 21 centesimi i prezzi del self service. Uno sconto che stavolta non riuscirà a riportare il costo di un pieno al di sotto dei cento euro e sul quale sta per calare il sipario: il 2 settembre, conferma Eni, l’iniziativa promozionale terminerà. Quella sarà l’ultima possibilità per risparmiare una media di 12 euro per ogni rifornimento. Secondo le associazioni dei consumatori la nuova ondata di rincari si abbatterà sui cittadini con quasi 800 euro in più all’anno tra costi diretti (l’acquisto del carburante) e indiretti (gli aumenti dei beni di prima necessità)".

"Certo che a Palazzo Chigi guardano con invidia l’Eliseo – commenta il CORRIERE DELLA SERA -. Il governo francese ha promesso di intervenire sul prezzo della benzina, che pure in alcune pompe ha superato i due euro a litro. Da noi pur sapendo che il carburante e’ il motore della crescita e che il suo prezzo non puo’ superare una certa soglia, l’esecutivo ha le mani bloccate. Il ministero dell’Economia deve tenere i cordoni della borsa e interventi al ribasso sulle accise (l’ultimo aumento e’ dell’11 agosto) non sono all’orizzonte. Cosi’, se l’euro perde colpi nei confronti del dollaro, sale anche il prezzo industriale e fare rifornimento in questi giorni costa circa 30 centesimi piu’ dell’anno scorso. Se la debolezza dell’euro e l’aumento delle accise sono una ‘miscela esplosiva’, per dirla con le parole del numero uno dell’Eni Paolo Scaroni, qui si tratta di esplosioni a catena: la benzina aumenta i consumi calano. La domanda che agita il mondo politico e imprenditoriale e’ per questo: come fa a ripartire la crescita con questi livelli di prezzi? Cosi’ i partiti chiamano in causa il ministro dello Sviluppo Corrado Passera. Il Pd gli sollecita la convocazione dei petrolieri per chiedere conto degli aumenti e fare luce sull’andamento delle quotazioni Platt’s, un indice di riferimento per le compagnie petrolifere per determinare ogni giorno il prezzo al pubblico. Invece il Pdl propone la ‘sterilizzazione’ della quota marginale dell’Iva, che moltiplica il prezzo del carburante a partire da quello del Brent (à). Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio sui prezzi della benzina, che il ministero dello Sviluppo economico aggiorna ogni settimana, nel prezzo al litro della ‘verde’, 0,728 centesimi se ne vanno per le accise e 0,314 per l’Iva: oltre un euro, dunque, sul prezzo finale sono tasse. Il ‘prezzo industriale’ invece e’ 0,769 euro, in linea con quello di Germania (0,75) e Spagna (0,758), anche se poi in questi Paesi il prezzo alla pompa e’ di 20-30 centesimi piu’ basso. In Francia invece il prezzo industriale e’ inferiore (0,704 euro), ma il risultato e’ piu’ o meno lo stesso. E, vicini alla soglia psicologica dei due euro, a Parigi il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha annunciato una prossima ‘modesta’ e ‘provvisoria’ diminuzione delle tasse, per far calare i prezzi al distributore.

E intanto sulla STAMPA spunta la proposta di tariffe differenziate sulle autostrade, in base all’inquinamento prodotto dalle vetture: il principio e’ chi inquina di piu’ paga di piu’: "Nelle proposte che per il ministro (Clini, ndr) dovranno rimettere in moto i motori dell’economia italiana con un impronta ‘verde’ si legge dell"introduzione di un pedaggio di circolazione nelle autostrade e nelle strade statali, per autoveicoli, autobus e camion, differenziato in relazione alle emissioni specifiche di Co2′. I proventi dovranno essere destinati al Fondo nazionale per la mobilita’ sostenibile. Un punto, questo, che non manchera’ di far discutere, come un altro passaggio, quello sulla sicurezza del territorio che punta all’approvazione del Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici per aggiornare le norme urbanistiche sugli usi del territorio ma anche per introdurre una sorta di ‘privatizzazione’ delle responsabilita’. Punta infatti all"obbligo per gli enti pubblici e per i privati della manutenzione dei boschi e dei corsi d’acqua’, ma anche ad affidare a ‘imprese cooperative di giovani’ la valorizzazione e la manutenzione di zone vulnerabili per motivi idrogeologici o anche ‘al rischio di incendio’. Allo scopo, Clini chiede di istituire un fondo rotativo per concedere credito agevolato alle imprese o ai privati che lo faranno. Sarebbe finanziato da un aumento dell’accisa dello 0,5 per cento.