Ottimismo da Monti e Passera, i dubbi di sindacati e imprese

In attesa del Consiglio dei ministri che si terrà il 24 agosto, il primo dopo la breve pausa estiva, e dell’incontro tra Mario Monti e Angela Merkel che si svolgerà a Berlino il 29 agosto, il governo sembra aver introdotto l’ottimismo nella sua analisi sull’andamento della crisi. Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, ha detto ieri al Meeting di Rimini di Comunione e liberazione: ‘Si’, la vedo l’uscita dalla crisi. Dipenderà molto da quello che riusciremo a fare’. Passera ha ripetuto quello che aveva detto a questo proposito il premier Mario Monti, intervenendo al Meeting domenica scorsa. Ma l’ottimismo del governo non convince i sindacati preoccupati per cassa integrazione e licenziamenti che potrebbero aumentare con la riapertura di fabbriche e luoghi di lavoro. ‘Noi non vediamo l’uscita dal tunnel, anzi ci aspetta un autunno molto difficile’ dichiara Elena Lattuada, segretaria confederale della Cgil. ‘Sarà un autunno per nulla piacevole. Servirebbe un tavolo negoziale, ma credo poco che il governo abbia la forza per una operazione di questo tipo. Non ha la forza politica per una vera concertazione e su questo fronte non c’e’ una convinta consapevolezza di tutti i suoi membri’, dice Luigi Angeletti, segretario della Uil.
‘Monti ha detto che ce la faremo, non capisco su quali basi’, commenta Raffaele Bonanni, segretario della Cisl che si mostra piu’ in sintonia con il ministro dello Sviluppo economico: ‘Passera dice che la coesione sociale e’ importate. E per raggiungerla la concertazione e’ l’unica carta da poter utilizzare per tirarci fuori da questi problemi. Le parole di Passera fanno intendere che c’e’ una volonta’ forte da parte del governo nell’indicare la strada per un patto forte’.
‘Solo con uno sforzo condiviso da tutti, recuperando quello spirito che nel dopoguerra fece grande l’Italia, il paese potra’ uscire dalla crisi’, dichiara Vincenzo Boccia, vicepresidente di Confindustria, mostrando di essere d’accordo con l’appello del ministro dello Sviluppo economico per un impegno unitario delle parti sociali nell’affrontare la recessione. Alla Confindustria non convince però il passaggio del discorso di Passera in cui il ministro ha sostenuto che il governo ha fatto tutto quello che c’era da fare (a iniziare dalla riforma del lavoro) e che ora tocca alle imprese rimettersi in movimento. Le imprese macinano, nonostante fattori di competitività sfavorevoli. Il governo sfrutti al meglio gli ultimi 3-4 mesi di legislatura per dare una svolta al suo operato. Contesto le affermazioni del ministro Fornero, la riforma del lavoro è un’occasione persa. Bene invece l’appello di Passera ai sindacati che si devono proiettare sul futuro, è l’opinione di Giorgio Guerrini, presidente di Rete Imprese Italia. Pdl, Pd e Udc, partiti di maggioranza, non commentano la novita’ dell’ottimismo evidenziato da Monti e Passera. Quest’ultimo non e’ stato tenero verso i partiti: ‘Dobbiamo dircelo: l’eredita’ degli ultimi venti anni, della seconda Repubblica, e’ molto deludente’. Sull’atteggiamento di Pdl, Pd e Udc forse pesa la proposta di Pier Ferdinando Casini di firmare un preambolo pre-elettorale, una sorta di impegno bipartisan, che punti a dare seguito alla politica di rigore del governo Monti anche nella prossima legislatura. A prendere posizione criticamente è Felice Belisario, capogruppo dell’Idv al Senato: ‘Il ministro Passera dovrebbe andare dall’oculista, e’ evidente che gli manca qualche diottria se vede quello che non c’e’. E’ da irresponsabili parlare di uscita dalla crisi di fronte al crollo del Pil e all’aumento della disoccupazione, al dramma di tantissimi esodati e cassintegrati, alle imprese costrette a chiudere e alle famiglie allo stremo’. Posizione critica da parte anche della Lega Nord. Non è solo l’ottimismo l’elemento comune degli interventi di Monti e Passera. Entrambi hanno teso a valorizzare l’esperimento del loro governo che e’ sorretto da una sorta di ‘grande coalizione’. ‘E’ un momento di non grande popolarità per le forze politiche, però vedo quotidianamente il miracolo di tre partiti che fino a poco tempo fa si combattevano ma invece hanno avuto un soprassalto di responsabilità. Questo è un motivo di speranza’, aveva detto Monti domenica al Meeting. Stesso concetto ribadito da Passera, che secondo molte indiscrezioni sarebbe interessato a proseguire la sua carriera politica aderendo a una nuova forza di centro. L’ipotesi della ‘grande coalizione’ dipendera’ dal risultato delle elezioni politiche. Per ora il governo Monti non puo’ far altro che premere per il varo di una nuova legge elettorale, come chiesto più volte dal presidente Giorgio Napolitano. Per questo, si sarebbe deciso a Palazzo Chigi che a settembre gli impegni legislativi più corposi interesseranno la Camera in modo da dare al Senato il tempo di concentrasi sull’approvazione della nuova legge elettorale.