La legge anticorruzione passa alla Camera ma il Pdl promette battaglia al Senato. Ieri i voti favorevoli alla riforma sono stati 354, decisamente e nelle file berlusconiane risultano addirittura 112 i deputati che hanno votato contro. LA REPUBBLICA scrive di un Silvio Berlusconi irato e preoccupato per una legge che definisce "una provocazione". "Le assenze dei pidiellini in aula, l’atto di accusa di Cicchitto contro il Guardasigilli, la standing ovation seguita dai banchi del partito in un liberatorio sfogo anti-montiano, sono conseguenza dello stato d’animo del capo. Nel vertice di due sere fa a Palazzo Grazioli, e ancora ieri con i dirigenti che lo hanno sentito, il Cavaliere ha confidato tutta la sua delusione per gli strappi e le incertezze mostrate negli ultmi tempi da un ‘governo che sembra giunto al suo capolinea’. La linea resta attendista, ma fino al Consiglio europeo del 28-29 giugno. ‘Se Monti tornerà a casa senza aver raggiunto gli obiettivi che gli elencheremo nella nostra mozione, si cambierà registro’ è il refrain berlusconiano. Saranno approvati solo i provvedimenti che non saranno ‘palesemente impopolari’.
Detto questo, l’ex premier non ha alcuna intenzione di staccare la spina, ma di far sentire la voce alta dei suoi ú come avvenuto ieri con Cicchitto ú questo si’: sara’ la regola . Gli ostacoli opposti alla norma cosidetta ‘salva Ruby’ che lo avrebbe agevolato non poco nel processo piu’ insidioso, hanno fatto il resto. Dunque, la legge anti corruzione appena approvata si avvia a morire al Senato.
Appesa al cappio della responsabilita’ civile dei magistrati: l’unico tema sul quale i sondaggi in mano al Cavaliere consentono di condurre una battaglia di principio in materia di giustizia. L’escamotage che serve per affossare un intero pacchetto che non piace affatto per i veti e gli aggravi di pena che introduce, per non dire dei paletti sulle candidature. Senza portare in cambio nemmeno l’ombra di un beneficio ad personam. Ma e’ l’andazzo complessivo che Berlusconi non intende piu’ supportare. ‘Siamo il partito che sta pagando il prezzo piu’ alto a un governo che procede in modo scomposto su piu’ fronti’, sostiene citando i sondaggi in suo possesso: ‘Siamo gli unici a perdere un punto a settimana’". IL CORRIERE DELLA SERA riporta le altre reazioni all’interno del partito di via dell’Umilita’. ‘Siamo imbufaliti con la Severino e con Monti per le tre fiducie’.
Questo e’ lo stato d’animo che si respira nel Pdl. (à) sempre piu’ insofferente verso l’esecutivo i cui atti vengono maldigeriti dalla propria base sociale e che talvolta, come nel caso della giustizia, offrono motivi di frizione. A rendere palese tutto questo sono state le parole particolarmente dure (e proprio per questo assai apprezzate dai deputati) di Fabrizio Cicchitto ieri mattina. Il contenuto e il tenore (improntati alla negazione di ogni forma di giustizialismo) rispecchiano il punto di vista del partito e sono stati messi a punto giovedi’ sera in una riunione ristretta. ‘Abbiamo notificato in anticipo alla Severino che se pone la fiducia sulla responsabilità civile dei giudici noi non la votiamo’, spiega il capogruppo del Pdl. E Margherita Boniver chiosa: ‘La nostra ragione sociale è il garantismo e Cicchitto lo ha ancora una volta difeso’.
La responsabilita’ civile per i magistrati, introdotta con un emendamento del leghista Pini, pero’, non fa parte della legge appena licenziata dalla Camera, ma verra’ discussa la prossima settimana in Senato, all’interno della legge comunitaria. E su di essa, per fare capire quali sono le reali intenzioni del Pdl, incombe una modifica presentata dall’ex Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, e dai colleghi di partito Carlo Sarro e Giuseppe Saro. Palma vuole correggere l’emendamento scritto dalla Severino, secondo il quale il risarcimento viene fatto dallo Stato, che poi si puo’ rivalere su una parte dello stipendio del magistrato. E no, obietta Palma, ‘non c’e’ motivo che il magistrato, come qualsiasi altro funzionario statale, non debba pagare per intero la somma, attraverso un prelievo mensile che non superi un quinto dello stipendio’. (à) Il Popolo della liberta’, pertanto, pone alcune condizioni. Da un lato, come rimarca Cicchitto, chiede che il testo sulla corruzione, nel passaggio al Senato, venga modificato nella cosiddetta norma ‘salva Penati’, quella che introduce la fattispecie di concussione per induzione (à). Il secondo punto da cambiare, a giudizio di Cicchitto, per tagliare le unghie ai pubblici ministeri, riguarda ‘il traffico di influenza perche’ con esso si da’ un enorme potere discrezionale ai rappresentanti dell’accusa’. Insomma, per il dirigente del Pdl occorre ‘ritornare all’insegnamento dei padri costituenti che avevano previsto un bilanciamento di poteri sull’articolo 68 della Costituzione, quello che prevedeva l’immunita’ per i parlamentari". Sempre sul quotidiano di via Solferino, Massimo Franco commenta cosi’ il voto di ieri sull’anticorruzione: "Quando il governo tocca argomenti come la giustizia, e ancora di piu’ i rapporti fra politica e magistratura, si scontra con un tabu’ insormontabile: a prova di emergenza economica, di vertici ‘ABC’, di promesse unitarie. Per quanto la coalizione dei tecnici si sforzi di essere post-berlusconiana e pacificatrice, certi temi riportano quasi d’istinto gli schieramenti dentro trincee datate ma in qualche modo obbligate (à).Quando il partito di Silvio Berlusconi parla di forzatura e evoca parole come ‘Tangentopoli’ e ‘giustizialismo’, si capisce che non esistono margini di trattativa. L’avvertimento a palazzo Chigi non e’ rassicurante: se passa la legge anticorruzione, nell’aula di palazzo Madama il centrodestra non si fara’ privare del ‘diritto di affermare la nostra posizione’ sui magistrati: un provvedimento che riaprirebbe un conflitto istituzionale. Se non e’ una minaccia di crisi, si tratta comunque di un altola’ che promette di indebolire la coesione della maggioranza anomala di Monti. E, cosa piu’ preoccupante, di sovraesporre il profilo dell’Italia a livello internazionale. (à)Per quanto giuste possano apparire le motivazioni del governo, non avere calcolato i contraccolpi puo’ portare a perdere tempo prezioso. Non si puo’ non cogliere una contraddizione lampante fra l’urgenza vera delle misure per contrastare la crisi economica e l’attacco alla moneta unica europea, e la tendenza a additare priorita’ che i partiti per primi sanno di non poter rispettare: perche’ non sono d’accordo fra di loro, e a volte anche al proprio interno. E’ successo, almeno finora, con la riforma della legge elettorale e con quelle costituzionali. E rischia di ripetersi opponendo legge anticorruzione, appoggiata soprattutto da Pd e Udc, a responsabilita’ civile dei giudici, voluta dal Pdl: due misure destinate a elidersi a vicenda nello scontro parlamentare, prefigurando o un conflitto con palazzo Chigi, o l’ennesimo nulla di fatto (à).Monti sembra rendersi conto che la luna di miele fra il governo tecnico e l’Italia e’ finita. Ma quella fra l’opinione pubblica e la politica della Seconda Repubblica e’ finita ancora prima, e rischia di non ricominciare mai".
