Falso in bilancio, caos alla Camera

E’ scontro nella maggioranza che sostiene il governo Monti sul disegno di legge anticorruzione. Nel corso dei lavori delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, riunite in seduta congiunta, è stato approvato un emendamento del Pdl che azzera di fatto il falso in bilancio. Allarme del Pd: "Vogliono portare al voto il testo Alfano". Il presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno: "Sono molto preoccupata". Il ministro Paola Severino: "In aula si cambierà". Intanto il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Zoppini, si e’ dimesso dopo essere stato indagato dalla procura di Verbania per concorso in frode fiscale. "Il Pdl – scrive il SOLE 24 ORE – alza le barricate sull’anticorruzione e sulla riforma del falso in bilancio dove incassa, a sorpresa, un risultato insperato: grazie ai voti di Fli e Udc (oltre che all’astensione di Radicali e Lega), complice il parere favorevole del governo la commissione Giustizia approva un emendamento di Manlio Contento che svuota la proposta di riforma targata Idv. L’emendamento, infatti, ripristina il testo vigente dell’articolo 2621 del Codice civile sulle ‘false comunicazioni sociali’ (di paternita’ berlusconiana), salvo aumentarne la pena da 2 a 3 anni (l’Idv la portava a 5). Tranne il Pdl, nessuno si rende conto – prima, durante e immedatamente dopo la conta, finita 12 a 10 – della portata di quel voto, se non quando il presidente della commissione Giulia Bongiorno comunica che tutti gli altri emendamenti si considerano decaduti. Scoppia la bagarre: Angela Napoli di Fli e Roberto Rao dell’Udc spiegano di essere stati fuorviati dalle indicazioni del governo favorevoli alla modifica, mentre Lorenzo Ria, anche lui dell’Udc, dice di aver sbagliato ad alzare la mano perche’ avrebbe voluto votare in dissenso dal gruppo, essendo favorevole a ‘ripristinare il reato di falso in bilancio cosi’ com’era prima’; Idv e Pd puntano il dito contro il ministro della Giustizia Paola Severino perche’ ‘prima dice di voler sostenere la riforma e invece da’ parere favorevole a un emendamento che la svuota’; da New York, lei invia subito una precisazione in cui parla di ‘errore’, imputandolo a Mazzamuto perche’ la scheda fornitagli (con i pareri a tutti gli emendamenti) era ‘chiarissima’: si’ all’aumento di pena, no alla parte restante. Poi aggiunge che ‘si porra’ rimedio in aula’. Mazzamuto ribatte: ‘Se errore c’e’ stato, e’ perche’ la scheda non era chiara (à)’".

Giulia Bongiorno, la presidente finiana della commissione Giustizia della Camera, lancia di nuovo il suo allarme e ricorda, in un’intervista alla REPUBBLICA, che ‘proprio sulla giustizia si ruppe l’intesa tra Fini e Berlusconi’. "Una giornata di scontri da dimenticare per la giustizia nella sua commissione, non le sembra? ‘Si’, e temo che non sia l’esito di una congiuntura astrale, piuttosto una condizione permanente’. In che senso? ‘In materia di giustizia, all’interno dell’attuale maggioranza, ci sono visioni diametralmente opposte. Dunque era prevedibile’. Perche’ prevedibile? Se Abc trovano sintesi sui temi economici come mai sulla giustizia non si trova l’accordo? ‘Io credo che la giustizia rappresenti, prima di altre materie, la vera identita’ dei partiti. E non c’e’ accordo politico che possa annullare l’identita’. Faccio un esempio: io sono molto amareggiata perche’ oggi si e’ persa l’occasione di creare una figura di reato di falso in bilancio piu’ efficace rispetto all’attuale. Altri hanno tirato un sospiro di sollievo. Ecco, l’idea che si possa tirare un sospiro di sollievo mi turba’. Protestano duramente Pd e Idv, nuova opposizione all’interno del governo. Il governo esiste ancora su questi temi? ‘In politica, purtroppo la giustizia e’ sempre stata considerata un tema di secondo piano. E invece non lo e’ affatto. Temo che la grande attenzione giustamente riconosciuta alle questioni economiche abbia portato a sottovalutare il peso della questione giustizia, peraltro trascurandone l’incidenza sull’economia. Non dimentichiamo che la mala-giustizia uccide l’economia, che gli investitori esteri fuggono quando scoprono che in Italia si puo’ restare impelagati in vicende giudiziarie per un decennio’. Il parere del sottosegretario Mazzamuto sul falso in bilancio lo vede come un errore, una svista o una cosa voluta? ‘Lui era alla mia destra e leggeva un foglio. Non so altro. In aula avremo comunque la possibilita’ di lavorare ancora sul testo’. Come giudica l’ostruzionismo del Pdl sul ddl anti-corruzione?
‘Sono molto preoccupata perche’ oggi in un’ora e mezzo abbiamo votato un emendamento: ne abbiamo circa 150 da votare entro la prossima settimana (à)’".

Ieri intanto si e’ registrato l’addio del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Zoppini, indagato per concorso in frode fiscale. "Il presidente del Consiglio – scrive il CORRIERE DELLA SERA – era informato da ore quando il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Zoppini, ha comunicato la sua decisione di dimettersi dopo aver ricevuto un avviso di garanzia e un invito a comparire dalla Procura di Verbania che ipotizza a suo carico i reati di concorso in frode fiscale e dichiarazione fraudolenta. L’inchiesta dei pm piemontesi riguarda l’attivita’ di consulenza del giovane e brillante professor Zoppini ú ha 46 anni, a soli 33 e’ diventato ordinario ú che avrebbe aiutato alcuni imprenditori del Novarese a realizzare una frode fiscale transnazionale ricevendo, ipotizza la Procura, compensi in nero su conti esteri. E lui stavolta non ha dato retta al Guardasigilli Paola Severino, che gli aveva sconsigliato le dimissioni, e ha comunicato il suo passo a Mario Monti: ‘Sono stato raggiunto da una informazione di garanzia con riguardo a vicende delle quali mi sono occupato professionalmente anni fa. Ho piena fiducia nell’operato della magistratura e ritengo di potere chiarire ogni aspetto che mi riguarda’. A Zoppini, in questi giorni, erano state consegnate le chiavi di via Arenula dopo la partenza del ministro per New York dove stamani e’ previsto un suo intervento all’Onu. Pero’, ieri, il professore si e’ fatto improvvisamente sostituire dal collega Salvatore Mazzamuto nella seduta della commissione Giustizia in cui il governo ha poi pasticciato non poco sul falso in bilancio. In quelle ore, con tutte le complicazioni del fuso orario, Zoppini era in contatto con la Severino: ‘Ho piena fiducia nei magistrati ritengo pero’ che la situazione che si e’ creata sia oggettivamente incompatibile con la funzione di sottosegretario’. La Severino, dunque, ha provato a fermarlo tanto da far scrivere un comunicato: ‘Esprimo la mia piena fiducia e il mio profondo apprezzamento per il proficuo lavoro svolto dal professor Andrea Zoppini… Ho accolto con dispiacere le sue dimissioni che, nonostante le mie insistenze, il professor Zoppini ha ritenuto di voler confermare’".