NELLA SANITÀ GIRANO TROPPI SOLDI, I CONTROLLI SONO IRRISORI E ASSOLUTAMENTE INSUFFICIENTI

Egregio Direttore,

ho letto con interesse su VARESE NEWS la bella lettera (n. 229/4 dal titolo “La rivincita della Sanità Pubblica”) del Sig. Franco Zanellati che giustamente denuncia “la folle decisione politica lombarda di privilegiare sfacciatamente la Sanità privata a danno di quella pubblica”. Ritiene che si tratti di una “infelice scelta” perché il fine del Privato è quello di “lucrare e guadagnare sulla salute dei cittadini”. Visti i recenti sviluppi delle inchieste giudiziarie in corso non si può dargli torto. Recentemente (in data 16/2/12) è stata pubblicata una mia lettera dal titolo “I COSTI DELLA SANITÀ” che esprime più o meno gli stessi concetti. In effetti NELLA SANITÀ GIRANO TROPPI SOLDI, I CONTROLLI SONO IRRISORI E ASSOLUTAMENTE INSUFFICIENTI, QUANDO NON ANCHE ADDOMESTICATI, e le Regioni sono diventate (o forse sono sempre state) dei “carrozzoni politico-clientelari”, cioè dei “sistemi di potere che gestiscono tantissimi miliardi di Euro”. Per questo hanno voluto la “regionalizzazione della Sanità” (che da sola assorbe oltre l’80% dei bilanci regionali – la Regione Lombardia spende ogni anno oltre 17 miliardi di Euro per la sanità! -): per una spartizione delle aree di influenza dei partiti e una spartizione lottizzata dei proventi. Che necessariamente devono esserci per la Sanità Privata, mentre basta il pareggio di bilancio per quella Pubblica (che non ne deve trarre necessariamente profitto). Perciò si è enormemente allargata l’area del Privato, con una miriade di strutture: centri sanitari, poliambulatori e cliniche (di cui alcune di indubbia eccellenza, ma talora messe in piedi solo per fare quattrini) con la sbandierata ma FALSA PRESUNZIONE DI UNA SANA CONCORRENZIALITÀ tra Pubblico e Privato. SISTEMA CHE HA TOLTO LINFA VITALE ALLA SANITÀ PUBBLICA, che invece si sarebbe potuta potenziare con vantaggio per la Cittadinanza e minori costi per le casse regionali (che avrebbero risparmiato quel “quid”, cioè quel consistente giusto guadagno che va ad impinguare le tasche dei Privati). E si sarebbero potuti evitare tanti scandali politico-finanziari recentemente venuti alla luce (come San Raffaele, Fatebenefratelli, San Giuseppe, Fondazione Maugeri, ecc.) collegati alla “spartizione del bottino”, con consulenze e mediazioni strapagate, inutili e anonime, pagate su conti esteri a personaggi equivoci molto vicini alla Presidenza della Regione, con un giro segreto multimilionario di fondi neri e false fatturazioni da far rabbrividire, che nessuno si immaginava e che hanno visto coinvolti amministratori pubblici e privati, politici e faccendieri del sottobosco politico (certi Daccò e Simone in primo piano, gente sconosciuta ai più, che nell’ombra macinavano alle nostre spalle ingenti immeritati guadagni). Nel “colpevole silenzio di quanti hanno condiviso o avvallato certe scelte e operazioni spericolate”, come scrive il Sig. Zanellati, o ne erano a conoscenza e non hanno avuto il coraggio di denunciarle per tempo.

Grazie per l’ospitalità

Giovanni Dotti