Tetto alunni stranieri: Save the Children, non sulla pelle dei bambini

Qualsiasi decisione il Consiglio dei Ministri adotterà oggi, in relazione all’annunciata introduzione di un tetto alla presenza di alunni stranieri nelle classi, deve essere valutata con la massima responsabilità politica e non può essere presa sulla pelle dei bambini e delle bambine.

È quanto afferma Save the Children – l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e garantire loro un futuro – in relazione al decreto-legge allo studio del Governo, sottolineando che tali misure rischierebbero di produrre effetti discriminatori e un arretramento rispetto all’approccio della scuola italiana su questi temi. Inoltre, appesantirebbero ulteriormente un sistema scolastico che fa già tanto con poche risorse.

I bambini, le bambine e gli adolescenti hanno gli stessi diritti ovunque nascano: non è accettabile siano costretti a cambiare scuola o a iscriversi in un istituto diverso da quello dei loro coetanei a causa della nazionalità o di una limitata conoscenza della lingua italiana.

Questo criterio creerebbe alunni di serie A e di serie B e non aiuterebbe ad affrontare le questioni su cui il Governo afferma di voler intervenire. Infine, qualora si intendesse legiferare sul velo integrale in classe, sarebbe necessario partire da dati che ne attestino l’effettiva diffusione ed evitare di alimentare il rischio di abbandono scolastico per alcune ragazze.

Qualsiasi intervento che miri a un’educazione di qualità deve partire dall’idea che le diverse esperienze presenti nella scuola italiana la rendono migliore, a patto di sostenerla e non lasciare tutto alla buona volontà – spesso eroica – di dirigenti e docenti. Nonostante le poche risorse investite nell’istruzione – pari al 4% del Pil, al di sotto della media europea del 4,8%[1] – la scuola è riuscita ad accompagnare centinaia di migliaia di bambine e bambini con cognomi non italiani ma nati qui, o arrivati da piccoli, o da adolescenti. Questo sforzo ora va urgentemente sostenuto con misure e risorse adeguate, dentro una strategia più ampia di contrasto alle disuguaglianze educative a partire dalla prossima Legge di Bilancio.