Rebibbia: la Città invisibile. Evento di docu-teatro ispirato alle opere di Italo Calvino

“Rebibbia: la Città invisibile” è un esperimento di docu-teatro che nasce dai Laboratori d’Arte in carcere e si ispira all’opera di Italo Calvino in occasione del 40°anniversario della scomparsa del grande Autore. È prodotto dall’Associazione Ottava Arte con la Regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe. Lo spettacolo coinvolge i detenuti, gli ex detenuti e il personale della Polizia Penitenziaria di Rebibbia. Sullo schermo, i volti e le voci degli attori del teatro di Rebibbia che ancora stanno scontando la pena, accompagnati sul palco da Juan Dario Bonetti, Marcello Lupo, Alessandro Marverti, Giacomo Silvano, Daniele Zanobi, con la partecipazione dell’Ispettrice Cinzia Silvano.

Videoriprese di Paolo Modugno. Animazioni di Alessandro De Nino. Produzione di Fabio Cavalli per Ottava Arte in collaborazione con La Ribalta.

I prigionieri della Città invisibile tornano a visitare i luoghi della loro memoria infantile, quando tutto attorno era Casa, sia che fosse il mostro architettonico del Corviale a Roma oppure la fragile catapecchia dei nonni profughi da Sarajevo. Ogni cosa attorno portava il nome di Itaca, città miraggio, città ragnatela dalle cui maglie è difficile fuggire. La Città invisibile che ora abitano sopravvive nutrita da quei ricordi di ragazzi, già reduci a vent’anni, già sconfitti prima ancora di distinguere l’amico dal nemico. Arte e poesia aiutano a comprendere che Casa non è un luogo fisico da raggiungere ma uno stato mentale da riconoscere e costruire grazie a parole nuove. Come suggerisce Calvino: «c’è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione». L’invocazione che proviene dal carcere funziona come un SOS in codice Morse: compito dell’arte è setacciare le parole, raccogliere le metafore e trasmettere il battito che viene dall’interno.

Il contesto di Rebibbia

Dal 2003, il Teatro del Carcere di Rebibbia N.C. è un punto di riferimento nazionale e internazionale nelle pratiche di reinserimento delle persone detenute attraverso percorsi d’arte e cultura. L’esperienza nasce e prosegue come una vera accademia di spettacolo, dimostrando che un “altro carcere” è possibile. I laboratori teatrali, cinematografici e di arti digitali hanno coinvolto oltre 2000 detenuti, con la collaborazione di professionisti di alto livello, ospitando oltre 100.000 spettatori esterni grazie a performance, incontri, festival di teatro e cinema, eventi in live streaming. Il Teatro di Rebibbia si è affermato come avamposto culturale nella zona Tiburtina di Roma, Municipio IV, riconosciuto anche nella Mappa dei Teatri della Capitale. Consulta la mappa.

 

Lo Spettacolo è stato ospitato all’Auditorium Parco della Musica e al Palazzo del Quirinale lo scorso 27 marzo, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Progetto si svolge in collaborazione con il Ministero della Giustizia -Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – C.C. Roma Rebibbia N.C. È stato sostenuto dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, “Progetto Speciale 2025”.